TRA LA GENTE

«Smog e buche
in strada. Ci vuole
una soluzione»

di MA.GIA.
Per i residenti sono principalmente due le problematiche del Villaggio Sereno
Mario Acerbi
Mario Acerbi
Mario Acerbi
Mario Acerbi

Il «Bresciaoggi Street News» continua il suo viaggio tra gli umori della gente e fa tappa nel Villaggio (più) Sereno a sud della città. Un quartiere nato nei primi anni ‘60, ben servito e collegato al centro di Brescia: nella sua complessità, il rione è apprezzato da tutti. A scuotere gli animi sono solo due questioni. Una, dall’improbabile soluzione, richiede molto tempo. Un argomento che ha risvegliato le coscienze dei giovani e su cui i grandi del pianeta animatamente discutono: l’inquinamento ambientale. L’altra, invece, risolvibile in tempi molto più stretti riguarda le strade sconnesse. È essenzialmente su queste due problematiche che si sono focalizzate le «Street News» di ieri. «Una delle difficoltà del rione è l’inquinamento dato dalla vicinanza del quartiere al termovalorizzatore e alle grandi arterie stradali, tra cui autostrada e tangenziale», ha denunciato Giuseppe Cominelli. A rimarcalo, in maniera ancora più approfondita, il suo amico Domenico: «Nell’aria lo avverti poco, ma puoi vederlo con i tuoi occhi: sulle strade, sui davanzali delle finestre, ovunque si depositano grandi quantità di polveri. Un vero peccato – ha aggiunto - perché questo è il villaggio più bello della città, lo disse anche padre Marcolini quando lo costruì».

 

UN PROBLEMA su cui si scontrano, quasi quotidianamente, tutti i residenti. «Sono cresciuto al Sereno, qui ho vissuto i miei primi 35 anni di vita, ora vivo nella Bassa ma vorrei tanto tornare, nonostante l’inquinamento che caratterizza questa zona. Lo farei immediatamente, ma le case costano troppo», ha spiegato Stefano Facchetti. Anche a Mario Acerbi, di Fornaci, piacerebbe molto: «Vorrei trasferirmi perché, a differenza di Fornaci, qui c’è davvero tutto, purtroppo, però i prezzi delle abitazioni sono troppo alti». E, infatti, sono in molti, a non risiedere nella zona ma a fare puntualmente una passeggiata al mercato del Villaggio Sereno. Arrivano dalle zone limitrofe: Flero in primis. «A Flero il mercato settimanale è di gran lunga più piccolo quindi io e mia moglie ne approfittiamo per venire qui», ha raccontato Beppe. E c’è chi ha lasciato un pezzo di cuore nel rione: «Ho vissuto dieci anni in questa zona, mi sono sempre trovata molto bene, mio marito era un geometra ed ha contribuito alla costruzione delle case Marcolini. Ora a malincuore sto a Flero un luogo che, dopo anni, continua a starmi stretto», ha dichiarato la signora Bruna. Un quartiere che non lascia spazio a grosse lamentele: dopotutto quella delle buche sulle strade accomuna molte città italiane. «I marciapiedi sono dissestati costringendo le persone a camminare in mezzo alla strada, che a volte è messa anche peggio, con il rischio di farsi del male. Fare una passeggiata può diventare pericoloso ma è così ovunque», ha affermato Laura Bastiani lamentando anche una mancanza di verde nella zona del mercato. «Una volta c’erano gli alberi, ora hanno asfaltato tutto, c’è solo tanto cemento», ha aggiunto. Una posizione condivisa anche da Paola Vacchi che non solo lamenta «le troppe buche sulle strade pericolose soprattutto per gli anziani» ma anche «una carenza di giovani nel quartiere. È una zona che invecchia sempre di più, le prime famiglie che sono entrate nelle case Marcolini si sono dimezzate: i vecchi sono morti e molti ragazzi hanno cambiato quartiere - ha descritto -. Fortunatamente ho saputo che quest’anno si prevedono tanti matrimoni: speriamo anche di festeggiare nuove nascite». «Il quartiere lo vivo realmente poco, torno a casa solo per dormire - commenta Ivan Giustiniani, camionista -. Ma per quello che lo conosco posso definirlo bello e tranquillo», ha dichiarato. Bello, tranquillo, ben servito e con un mercato che attira anche cittadini di altre zone. Ma che, a quanto pare, sta anche causando notevoli problemi alle abitazioni intorno. Lo ha denunciato Vittore Vezzoli, uno dei residenti proprio di fronte alle bancarelle. «Qui il giovedì inizia molto presto, già alle 5 della mattina iniziano ad arrivare i primi camion, tir e furgoncini del mercato. Scaricano la merce lasciando accesi i motori: è una vibrazione che va avanti ore e che riprende verso l’ora di pranzo quando devono ricaricare le bancarelle e ripartire», ha spiegato. Una condizione che non solo lo ha costretto a cambiare gli infissi «più e più volte, fino a mettere quelli a triplo vetro» ma che ha «causato anche gravi danni strutturali all’abitazione». Crepe sui muri, dentro e fuori la casa, intonaco divelto e infiltrazioni di acqua «dovute ad una guaina che ha perso aderenza proprio a causa di queste vibrazioni».

 

MA NON È tutto. Vezzoli (con denuncia alla mano) presenta un quadro ancor più pericoloso: «Il mercato non rispetta le misure di sicurezza, se qualcuno si dovesse sentire male l’ambulanza sarebbe costretta a fermarsi lontano. Non solo per la disposizione dei banchi, posizionati anche sulla strada: nelle ore di punta sono tante le automobili parcheggiate sui marciapiedi riducendo le via adiacenti a piccolissimi varchi». Una situazione che spesso ha comportato liti tra automobilisti. Inoltre le polveri sottili che fuoriescono dai tubi di scappamento dei mezzi in transito e in sosta «non sono salutari per i 280 bambini dell’asilo nido e della cooperativa La Mongolfiera a 100 metri dal mercato». La soluzione? Spostarlo poco distante in un’area dai grandi spazi.

 

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