LA TRADIZIONE E IL FUTURO

Saladino e quei sapori in via d’estinzione

Alimenti bio la nuova frontiera
Alimenti bio la nuova frontiera
Alimenti bio la nuova frontiera
Alimenti bio la nuova frontiera

Gli animali non sono gli unici sulla soglia dell’estinzione: anche migliaia di alimenti rischiano la loro sopravvivenza. A parlarne è Dan Saladino, autore di «Mangiare fino all’estinzione» (Einaudi, 2023), che attraverso il racconto dei suoi viaggi dà voce alle testimonianze di contadini pionieristici, scienziati, cuochi, produttori di cibo e comunità indigene: persone in lotta in tutto il globo per preservare la propria tradizione gastronomica e il ricco patrimonio storico-culturale a essa connesso, consapevoli che la difesa della biodiversità genetica sia l’unico modo per salvaguardare il futuro del pianeta (domenica 21, ore 11.30, Teatro Scientifico Bibiena, con il sostegno di Fondazione Banca Agricola Mantovana). Restando a tavola, a interessarsi del dibattito sull’effettiva sostenibilità dei prodotti biologici sarà Silvano Fuso. A partire dal suo «Il futuro è bio?» (Edizioni Dedalo, 2022), il chimico e saggista analizza la strumentalizzazione del prefisso bio, invitando a chiedersi se agricoltura biologica e biodinamica siano davvero le soluzioni ai problemi del settore agroalimentare o se i prodotti bio siano effettivamente più naturali e salutari di quelli convenzionali (sabato 20, ore 15.30, via Goito).
Tra modelli matematici, ricostruzioni del passato e previsioni per il futuro, Annalisa Cherchi e Susanna Corti, rispettivamente prima ricercatrice e dirigente di ricerca all’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Cnr, autrici di «Clima 2050» (Zanichelli, 2022), cercheranno invece di guidare gli studenti attraverso la scienza del clima, per capire come nascono grafici e proiezioni sugli scenari che ci attendono, quali sono le conseguenze dei cambiamenti climatici e quali le soluzioni (domani 19, ore 11.15, Piazza Leon Battista Alberti). E ancora, sabato 20 alle 15.45 Palazzo della Ragione diventerà il luogo in cui riflettere sui danni causati dal cambiamento climatico sulla filiera del formaggio, cercando di unire analisi delle cause ed elaborazione di strategie di adattamento. L’occasione sarà «Sulla filiera non ci piove» (in collaborazione con Consorzio Formaggio Parmigiano Reggiano), che vede la partecipazione di Michele Freppaz, Alberto Lasagna e Marta Sempio, rispettivamente direttore e presidente di Confagricoltura Pavia, Marco Nocetti, responsabile servizio produzione primaria del Consorzio Formaggio Parmigiano Reggiano, e Angelo Stroppa, coordinatore tecnico scientifico del Consorzio Tutela Grana Padano. Alle ore 16.30, in Piazza Leon Battista Alberti avrà invece luogo «Ecosistemi, suoli agricoli e acqua: che impronta lasciamo», con Emilio Padoa Schioppa, docente di Ecologia dell’Università di Milano-Bicocca, Matteo Massara, ricercatore Airc – Université de Lausanne, e Giovanni Casavecchia, docente di Chimica del Politecnico di Torino, seguito alle 17.30 dalle «Precisazioni sull’agricoltura di precisione», con Marco Piras, professore ordinario al Dipartimento di Ingegneria dell'Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture del Politecnico di Torino. Infine, grazie all’incontro «In principio era l’acqua», Piero Ugliengo, professore di Chimica fisica all’Università di Torino e Cecilia Ceccarelli, della University of Grenoble Alpes, tornano a parlare di questo elemento vitale, analizzandone l’origine in chiave multidisciplinare ma scientificamente rigorosa (domenica 21, ore 16.45, Palazzo della Ragione).•.

Suggerimenti