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Nella serata dei duetti arriva al ballottaggio

Jury Magliolo
Jury Magliolo
Jury Magliolo
Jury Magliolo

Non è stata una settimana facile per Jury Magliolo. Questa volta non ha raccolto soltanto approvazione. A dar voce al malcontento è la sua «madrina» Simona Ventura, che gli ha fatto notare come nell’esibizione della scorsa settimana abbia perso un po’ di concentrazione e quindi parte della sua capacità di convincere. Anche nelle prove per «La musica che gira intorno» ha ricevuto qualche tirata d’orecchi per la sua dizione. Ma spesso anche questi rimbrotti servono per fare meglio e Jury mostra d’essere uno che sa fare tesoro dei consigli. Tutto ciò gli ha consentito di superare la scoglio, al ballottaggio, anche di questa serata. Ad aprire la serata è John Legend con «Everybody know». L’artista americano, uno dei talenti della scena black, ha poi accompagnato al pianoforte i ragazzi che hanno interpretato un medley dei suoi brani più famosi. È la serata dei duetti, ritornano quindi alcuni dei concorrenti eliminati ad affiancare i «sopravvissuti». Noemi è affiancata da Andrea per «Nice che dice» di Zucchero. Ritmicamente tiene, Andrea forza sull’assurdo, Noemi resta più melodica, il risultato finale è più spiritoso che riuscito. Daniele si porta in scena Serena per «No more tears» (Enough Is Enough) il duetto reso alla fine anni ’70 da Barbara Streisand e Donna Summer. Daniele come sempre è un po’ sopra le righe. Vuole strafare e lascia perplessi. Il brano che rese famosa la Formula Tre (firmato Mogol - Battisti) affidato all’accoppiata Bastard Sons of Dioniso e Farias rivela tutta la sua freschezza. Ben si presta alla polifonia e il risultato è davvero buono. Molto beat. Laura, affiancata da Enrico, si confronta con la Ruggiero di «Per un’ora d’amore» nella versione che l’ex Matia Bazar ha realizzato con i Subsonica in un disco in cui cantava anche con i Timoria («C’è tutto il mondo intorno»). Laura è imprecisa nell’intonazione e la vicinanza di Enrico, molto intonato, fa risaltare la cosa. Arriva il momento di Juri, che duetta con Ambra Marie proponendo «Life on Mars», una canzone di David Bowie, tra le più belle della storia del rock. La fusione tra le due voci è ottima, il livello comunicativo è sorprendente. Davvero bravi. Chiude la prima manche Matteo, in coppia con Elisa Rossi, con «The power of love» dei Frankie Goes To Hollywood. Anche la loro esibizione è stata di livello ottimo. Un intermezzo d’eccezione: l’ospite è Ivano Fossati, uno dei cantautori italiani di prima fila. Nella seconda manche riparte Daniele con «Stai fermo lì», un brano scritto da Tiziano Ferro per Giusy Ferreri. Ancora una volta non convince. Noemi propone «The crying game» di Boy George e sembra riuscire a cucirsela addosso, facendola, paradossalmente, un po’ più bassa e roca. Ritorna Jury con «La musica che gira intorno». Bravo e molto rock quando canta, meno convincente quando recita. Matteo si cimenta con «Sei bellissima» di Daiano e Felisatti scritta per Loredana Bertè è un po’ si perde in modo inessenziale. Infine i Bastard si sono affidati a «Spirit in the sky» dei Doctor & The Medics. La solita ironia, per un risultato gradevole.
Tiziano Zubani

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