Amitav Ghosh. Crisi climatica irreversibile, serve coraggio

Amitav Ghosh, scrittore indiano (foto Hires Ivo) e Piera Ventre vincitrice del premio Procida con "Sette opere di misericordia"
Amitav Ghosh, scrittore indiano (foto Hires Ivo) e Piera Ventre vincitrice del premio Procida con "Sette opere di misericordia"
Amitav Ghosh, scrittore indiano (foto Hires Ivo) e Piera Ventre vincitrice del premio Procida con "Sette opere di misericordia"
Amitav Ghosh, scrittore indiano (foto Hires Ivo) e Piera Ventre vincitrice del premio Procida con "Sette opere di misericordia"

Giornalista e antropologo indiano, Amitav Ghosh, autore per Neri Pozza, è oggi uno dei più grandi scrittori contemporanei, impegnato da sempre nella denuncia dei disastri ambientali e degli effetti del cambiamento climatico sul nostro pianeta.

Amitav Ghosh, nel libro La grande cecità - Il cambiamento climatico e l'impensabile (Neri Pozza, 2017), lei scrive: "I miei antenati erano rifugiati ambientali". Eppure le grandi potenze sembrano non dare il giusto peso al dramma del pianeta che sta esaurendo le sue risorse e costringe milioni di persone a lasciare la propria terra. Quali sono, secondo lei, le azioni da intraprendere per sensibilizzare l'opinione pubblica?

Ci sono diverse azioni che possono essere intraprese per evitare i peggiori impatti del cambiamento climatico. La più importante tra queste è la riduzione drastica dell'uso di combustibili fossili. Ma c'è molto altro da fare: il recente rapporto dell'IPCC - Intergovernmental Panel on Climate Change, elenca molte di queste misure e mette la politica di fronte alle sue responsabilità.

Lei osserva anche come il cambiamento climatico sia un tema che compare molto poco nei romanzi. Pensa che gli scrittori abbiano paura ad affrontare questo problema?

In generale, gli scrittori tendono a inquadrare il cambiamento climatico in relazione al futuro. Io, invece, penso a questi temi in relazione al passato. Per me il cambiamento climatico non è iniziato solo negli ultimi trent'anni, e lo dimostra la storia della mia famiglia. È un fenomeno che affonda le sue radici in un lontano passato.

Lei cita l'enciclica di papa Francesco Laudato sii come esempio di linguaggio semplice, diretto, schietto. È importante allora riflettere sul ruolo della religione e delle guide spirituali in un auspicabile cammino di salvezza?

Penso che "salvezza" sia forse una parola troppo grande. Ma in generale, penso che le pratiche spirituali possano aiutarci a riflettere su tutto ciò che ci ha portato al disastro e su cosa possiamo fare per trovare qualche mezzo di autoconservazione collettiva. Penso che l'enciclica di Papa Francesco sia forse il contributo più importante sul fronte del cambiamento climatico. Possiamo solo sperare che altri gruppi e figure religiose comincino a prendere coscienza di questo problema.

Che rapporto ha con la casa editrice Neri Pozza?

Sono diversi anni che pubblico con Neri Pozza e il mio rapporto con il suo team è stato straordinariamente positivo. La ritengo una casa editrice eccezionale che funziona molto bene e ha una grande conoscenza del mercato italiano. È di aiuto anche il fatto che si tratta di una realtà in crescita ma più piccola rispetto ad altre, e questo significa che viene pubblicato solo ciò in cui si crede davvero. E il mio pubblico italiano è cresciuto molto da quando ho iniziato a lavorare con Neri Pozza.

I suoi libri sono tradotti in molte lingue e vengono letti nel mondo intero. Sente un legame particolare con i lettori italiani?

Il mio rapporto con l'Italia e la lingua italiana è molto speciale. Dall'inizio della mia carriera i miei libri sono stati accolti molto bene in Italia, per cui mi sento molto grato e gratificato. Ho la fortuna immensa di avere dei traduttori eccezionalmente bravi. Anna Nadotti, brillante traduttrice, recentemente insignita del Premio Cesare Pavese, traduce i miei libri da più di trent'anni. Negli ultimi cinque libri ha lavorato con Norman Gobetti, anche lui brillante traduttore. Inoltre sono diventati entrambi amici intimi, e con il loro incoraggiamento ho anche imparato l'italiano: un'avventura favolosa.

Il suo ruolo di scrittore impegnato a denunciare il disastro ambientale richiede sicuramente coraggio. Questo impegno le ha creato problemi nella sua vita e nella sua carriera?

Per niente. Penso che ci sia una grande fame di libri che affrontano il tema della crisi climatica. Ciò può essere particolarmente vero per l'Italia, che è uno dei paesi più colpiti dal cambiamento climatico: in questo momento è interessata, in media, da quattro o cinque eventi meteorologici estremi ogni singolo giorno. Quindi, naturalmente, le persone vogliono capire cosa sta succedendo.

L'umanità è ancora in tempo per salvarsi?

A questo punto è chiaro che alcuni impatti disastrosi del cambiamento climatico saranno impossibili da evitare. Tuttavia, è ancora possibile attuare politiche che possano scongiurare gli esiti peggiori. In breve, ora ci troviamo di fronte a scelte che sono o cattive, o terribili, o catastrofiche. Il minimo che possiamo fare è cercare di prendere la strada meno dannosa..

Silvia Allegri

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