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21.03.2019

Sy sorvegliato
a vista in carcere
«Gesto pensato»

L'autobus del terrore
L'autobus del terrore

È sorvegliato a vista Ousseynou Sy, l'uomo arrestato ieri dopo aver dato fuoco ad un bus su cui viaggiava una scolaresca, in una cella insieme ad altri detenuti nel carcere di San Vittore dove è stato portato intorno all'una della scorsa notte. L'uomo, che subito dopo l'arresto era stato medicato in ospedale per ustioni leggere, ieri sera ha avuto solo il colloquio con il medico di guardia. Questa mattina, invece, incontrerà lo psichiatra, lo psicologo e l'educatore del reparto. 

Il comune di Crema si costituirà parte civile nel processo a carico di Ouesseynou Sy. Lo ha spiegato il sindaco, Stefania Bonaldi, precisando che l'amministrazione comunale "non ha alcun potere di controllo" riguardo le condizioni del personale di Autoguidovie con il quale è stato stipulato un contratto con una gara d'appalto a livello provinciale.

 

PREMEDITAZIONE.  «L'altro ieri ha comprato la benzina e le fascette» da elettricista con cui, su suo ordine, i due insegnanti e il bidello, hanno legato i bimbi ai sedili del pullman. Lo ha spiegato il responsabile dell’antiterrorismo milanese Alberto Nobili, riferendosi al fatto che l’uomo ha ammesso di aver «premeditato» il suo gesto. Il pm Nobili che con il collega Luca Poniz coordina le indagini, ha spiegato che quello di ieri è stato un gesto che Sy «aveva da qualche giorno preordinato da solo senza consultare nessuno».

 

«Voleva che tutto il mondo potesse parlare della sua vicenda» e paradossalmente lui che «ha chiesto di fermare le stragi» in mare ora è accusato «di strage» per aver dirottato l’autobus sulla Paullese con a bordo 51 bimbi, due insegnanti e una bidella, per poi darli fuoco. «Sarebbe stata una storia - ha voluto rimarcare Nobili - che avremmo potuto ricordare per anni ma per fortuna grazie al coraggio dei carabinieri tutti sono stati salvati e l’uomo bloccato».

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