18 giugno 2019

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26.03.2019

Azienda in fiamme
Contaminati
i pozzi privati

Il monitoraggio di aria e corsi d’acqua proseguirà nelle prossime ore
Il monitoraggio di aria e corsi d’acqua proseguirà nelle prossime ore

I livelli di inquinanti dispersi nell’aria e nei corsi d’acqua sono al di sotto della soglia di sicurezza, ma nelle falde più superficiali da cui attingono i pozzi privati del paese è stata riscontrata presenza di sostanze potenzialmente tossiche. Sono quelle percolate dai canali di scolo, un mix di cenere, agenti chimici e materiale combusto che è scivolato nei fossi e penetrato nei terreni. Per questo è presto per dichiarare cessata l’emergenza ambientale innescata dal devastante incendio divampato domenica pomeriggio alla «4 B Treatment», azienda specializzata in trattamenti galvanici di Bassano. Per tutta la giornata di ieri con il supporto del laboratorio mobile, l’Arpa ha eseguito un monitoraggio del canale Bassana che scorre dietro lo stabilimento e sul collettore. Misurato anche lo stato di salute dell’atmosfera dove sono stati riscontrati fisiologici aumenti di «veleni» provocati dalla combustione.

IL PERIMETRO degli accertamenti ambientali sarà allargato a raggera in considerazione del fatto che domenica pomeriggio il vento che spirava in direzione di Manerbio avrebbe disperso nell’aria gli inquinanti. Al momento l’unica criticità emersa riguarda appunto le falde e i punti di emungimento dove si approvvigionano i pozzi privati. Per questo motivo resta in vigore l’ordinanza del sindaco Giovanni Paolo Seniga che vieta il consumo dell’acqua non attinta dall’acquedotto comunale. Il disastro ambientale è stato scongiurato anche grazie agli efficaci sistemi di sicurezza dell’azienda che ha comunque riportato danni pesanti. Difficile al momento fare previsioni su quanto potrà ripartire la produzione.

DECISIVO anche il tempestivo intervento in forze dei Vigili del fuoco che hanno gestito una situazione complessa. Gli accertamenti hanno stabilito che nel fibrocemento del tetto della «4 B Treatment» non c’era presenza di amianto. Nelle prossime 24-48 ore saranno sondate le falde della zona per scongiurare contaminazioni. Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Verolanuova condotte con il supporto dei Vigili del fuoco hanno ricostruito la dinamica del rogo. Le fiamme sono divampate a causa di un corto circuito avvenuto in una vasca di galvanizzazione che conteneva nichel ed altre sostanze chimiche. La circostanza è confermata dalla deflagrazione che ha anticipato di qualche istante lo scoppio dell’incendio. Al momento del rogo non c’erano dipendenti all’interno dell’azienda. Una squadra di manutenzione aveva appena lasciato la fabbrica.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

N.P.C.
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