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21.10.2019

Aggredisce un carabiniere
e tenta di sfilargli la pistola
Momenti di panico in un bar

Paura a Cignano: un 40enne  tenta di rubare la pistola ai carabinieri
Paura a Cignano: un 40enne tenta di rubare la pistola ai carabinieri

«Ora vi prendo la pistola e vi faccio vedere io come ci si comporta». È iniziato così l’incubo vissuto dal gestore e dai sei clienti di un bar di Cignano: a seminare il panico l’altra sera è stato un 40enne di Offlaga che in preda ad un raptus si è avventato contro un carabiniere della stazione di Manerbio cercando di strappargli dalla fondina l’arma d’ordinanza. La prontezza di spirito del militare supportato dal collega di pattuglia ha evitato che la situazione degenerasse. In pochi istanti hanno immobilizzato e neutralizzato il 40enne prima che potesse impossessarsi della pistola. È stato l’epilogo di momenti di altissima tensione. Alle persone che hanno assistito alla colluttazione è venuto spontaneo ripensare alla duplice tragedia avvenuta nella questura di Trieste, dove Alejandro Augusto Stephan Mertan, pregiudicato dominicano ha sparato e ucciso Matteo Demenego e Pierluigi Rotta di 31 e 34 anni, i due agenti in servizio. Una pagina dolorosa per tutta la famiglia della Polizia di Stato, cui gli stessi carabinieri di Brescia avevano testimoniato la loro vicinanza schierando pattuglie a sirene spiegate fuori dalla Questura accanto a quelle delle Volanti. TORNANDO all’episodio dell’altra sera, l’allarme è scattato alle 21 quando uno dei clienti del bar ha telefonato ai carabinieri perché infastidito dal 40enne che completamente ubriaco stava molestando anche altre persone presenti nel locale. All’arrivo della pattuglia, l’artigiano invece di calmarsi ha perso definitivamente la testa minacciando i carabinieri: «Ora vi prendo la pistola e vi faccio vedere io come ci si comporta». Dalle parole ai fatti, l’artigiano ha tentato realmente di afferrare la pistola dalla fondina di uno dei militari, secondo quanto riportano gli stessi carabinieri. Ma al tentativo è stato immediatamente immobilizzato e portato in caserma a Manerbio, per smaltire la sbornia e per gli atti di contestazione delle accuse di resistenza a pubblico ufficiale e minaccia. © RIPRODUZIONE RISERVATA

V.MOR.
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