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28.10.2020

Animali e Coronavirus? Visoni sorvegliati speciali

L’attenzione degli esperti dell’Istituto Zooprofilattico si  rivolge anche al rapporto animali-Covid19 Gli allevamenti di visoni nella nostra provincia sono iper-controllati
L’attenzione degli esperti dell’Istituto Zooprofilattico si rivolge anche al rapporto animali-Covid19 Gli allevamenti di visoni nella nostra provincia sono iper-controllati

Suini, polli e galline sono immuni. Cani, gatti e bovini possono essere contagiati in casi rarissimi dai proprietari, ma non possono infettare l’uomo. Più delicato il rapporto tra coronavirus e visoni, potenzialmente in grado di diventare «untori». Al momento non esistono prove scientifiche che gli animali domestici possano trasmettere all'essere umano il virus Sars-CoV-2 e svolgere un ruolo attivo nella sua diffusione. Al contrario, rischiano di ammalarsi, anche se sviluppano sintomi lievi. Insomma, loro sono le «vittime». GUARDANDO ALLE DIVERSE tipologie, emerge come da studi effettuati in laboratorio su alcune specie risulterebbe confermata la suscettibilità del gatto, del furetto e, in misura minore, del cane. Per gli altri animali da compagnia, invece, non sono ancora disponibili evidenze. Lo confermano le ricerche condotte dall’Istituto Zooprofilattico di Brescia. «Il virus non “viaggia” allo stesso modo in tutti gli animali - spiega la dottoressa Ana Moreno Martin, responsabile del laboratorio di Virologia dell’Izsler -. Per esempio, è stato riscontrato che il gatto è abbastanza sensibile al coronavirus, dal momento che si può infettare sia in forma naturale che in forma sperimentale, ed è possibile la trasmissione da gatto a gatto. ll cane è un po’ meno sensibile, e la trasmissione tra simili non è dimostrata. Parlando di animali domestici, anche i furetti, considerati un modello per lo studio del Sars, sono abbastanza sensibili, e anche in questo caso c’è trasmissione da animale ad animale». Recenti ricerche hanno messo in luce che gli animali d'affezione riescono a produrre una sufficiente risposta immunitaria al Sars-CoV-2, dal quale guariscono rapidamente. Sulla base delle attuali conoscenze, è improbabile che riescano a svolgere un ruolo attivo nella trasmissione all'uomo. Che, tuttavia, può essere più probabile in determinate condizioni ambientali, come l'elevata densità di popolazione animale riscontrata per esempio negli allevamenti. É NOTIZIA DI QUESTI Giorni che il Governo danese ha ordinato l'abbattimento di circa 1,5 milioni di visoni. Altrettanto aveva fatto nei mesi scorsi l’Olanda, dove sono stati intercettati 67 allevamenti focolaio, mentre anche in Spagna e Svezia sono «emersi» i primi visoni positivi. In queste situazioni il contagio può diffondersi velocemente e il virus mutare in tutte le direzioni possibili lungo il percorso: si teme quindi che le sue nuove «varianti» possano tornare all’uomo. «I visoni sono per ora gli unici animali da allevamento che sono abbastanza suscettibili, che si infettano e possono contagiarsi tra di loro - conferma la dottoressa Moreno Martin -. C’è un solo sospetto, per ora non ancora dimostrato, che ci sia la trasmissione della carica virale al contrario, e cioè dal visone all’uomo. Ma, ripeto, non c’è ancora certezza». Un allarme che invita comunque a non abbassare la guardia. «Tutti gli allevamenti di visoni della Lombardia - a Brescia, Cremona e Mantova - sono allertati, e vengono effettuati controlli regolari e sistematici. Nel frattempo sono state fatte prove sperimentali anche su altre specie: i bovini sono poco sensibili al virus, ed è da escludere anche la trasmissione da animale ad animale, mentre suini e avicoli sono immuni». •

Cinzia Reboni
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