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24.10.2020

Assemblea Ato, voto negato sul depuratore

«La Conferenza dei Comuni non ha competenza ad esprimere un proprio parere obbligatorio e vincolante in merito ad un progetto relativo ad opere del sistema idrico integrato». Quindi la mozione presentata da 59 sindaci della provincia, che avevano chiesto la convocazione della Conferenza in Ato per discutere della depurazione del Garda e della costruzione di due impianti a Gavardo e Montichiari, «non può essere messa all’ordine del giorno, in quanto una determinazione al riguardo sarebbe viziata per incompetenza e violazione di legge». Nonostante questo l’assemblea è stata fissata per il 2 novembre perchè - sottolinea il presidente della Conferenza, Giovanni Coccoli - «è comunque opportuna, considerata l’importanza dei temi». Un boccone amaro, anzi amarissimo, che i sindaci del bacino del Chiese non hanno affatto digerito. In realtà c’era molta attesa per questa Conferenza dei Comuni, che lo stesso presidente del Broletto, Samuele Alghisi, nel corso dell’ultimo consiglio provinciale - respingendo la mozione presentata dal consigliere Marco Apostoli - aveva etichettato come «la sede opportuna per discutere del progetto di depurazione del Garda». E invece, in quella sede - o meglio, in remoto, viste le disposizioni anti-Covid - si prenderà atto di un progetto che in questo momento non è in discussione. Avanti tutta con i depuratori a Gavardo e Montichiari, quindi. MA I SINDACI del «fronte del no» non ci stanno. «Sono esterrefatto - afferma il primo cittadino di Montichiari, Marco Togni -. Ci hanno messo un mese a convocarci, e adesso ci dicono che non è affar nostro. Stiamo parlando di un Piano d’ambito provinciale che, oltre agli aspetti tecnici ed impiantistici, riguarda anche quelli economici, comprese le bollette dell’acqua di tutta la provincia. Invece tutto viene gestito solo da un manipolo di persone». Il sindaco di Gavardo, Davide Comaglio non nasconde «incredulità e amarezza. Ad oggi, dopo due anni, non sappiamo ancora chi ha deciso, e perchè si vogliono fare a tutti i costi i depuratori sul Chiese». Ma il sindaco culla la speranza che «qualcuno possa trovare una mediazione, anche per ricucire la frattura profonda, a che a livello istituzionale, che si è creata tra Garda e Chiese». «Questo progetto - incalza Giovanni Benedetti, sindaco di Muscoline - è imposto, e questa è la cosa peggiore». Quanto alla Conferenza, «forse qualcuno dimentica che nel 2018 l’assemblea dei sindaci si era espressa proprio sulla modifica del progetto di depurazione del Garda. Perchè adesso non si può più fare? Il rischio è di arrivare alla procedura di Via senza aver trovato un accordo, e quindi inizieranno le battaglie legali». Parla di «mancata democrazia» il sindaco di Prevalle, Damiano Giustacchini. «Era nostra intenzione fare una valutazione seria su tutta la depurazione del Garda. La risposta che ci hanno dato è inaccettabile. Sarebbe stata un’occasione unica per confrontarci e tentare di trovare una soluzione, invece hanno trovato un modo, peraltro non formalmente chiaro, per metterci la sordina. Ma la battaglia non è finita». •

Cinzia Reboni
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