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07.10.2018

«Legionella sul Chiese: la Regione può fare di più»

Il M5S chiede alla Regione  controlli più stringenti sul fiume Chiese
Il M5S chiede alla Regione controlli più stringenti sul fiume Chiese

Incrementare i controlli sugli scarichi industriali nel Chiese e incentivare un modello di agricoltura che non sprema le risorse idriche del fiume. Ma soprattutto continuare a ricercare la fonte di diffusione del batterio dell’epidemia che ha investito la Bassa, nel corso d’acqua. Sono le richieste avanzate in un’interrogazione rivolta alla Giunta regionale presentata dal M5S attraverso il consigliere Dino Alberti. L’INIZIATIVA PRENDE spunto dall’epidemia di polmonite e morbo del legionario che ha colpito oltre 600 persone. «Sette campioni su 15 prelevati dal fiume Chiese sono risultati positivi alla legionella - scrive Alberti -. L’agente patogeno prolifera nelle acque stagnanti e calde, ricche di sostanze come azoto, fosforo e metalli pesanti. È la precisa situazione in cui versa il Chiese sfruttato per l’irrigazione e avvelenato da scarichi industriali». ECCO PERCHÉ A PARERE di Alberti, le autorità sanitarie impegnate nella ricerca del vettore di diffusione del batterio devono continuare a concentrarsi sul fiume e non solo le torri di raffreddamento, nonostante tre impianti a Carpenedolo, Visano e Calvisano siano risultati positivi alla legionella.. L’esponente del M5S auspica inoltre «che il terminale del mega depuratore del Garda non venga realizzato a Visano. L’impianto andrebbe a scaricare nel Chiese, aggravando la situazione». Oltre ad auspicare un giro di vite nei controlli sugli scarichi industriali, la mozione chiede «se la Regione Lombardia abbia intenzione di ridurre la pressione idrica dell'agricoltura intensiva sul fiume favorendo sistemi colturali che permettano di ridurre l'apporto di inquinanti o sostanze organiche nell'alveo».

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