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24.10.2020

Boifava: «L’organismo non ha poteri decisionali»

Aldo Boifava: presidente dell’Ato
Aldo Boifava: presidente dell’Ato

Perchè la Conferenza dei Comuni non ha competenza ad esprimersi sul progetto di depurazione del Garda? Lo spiega il presidente dell’Ato, Aldo Boifava. «La Conferenza ha un ruolo consultivo - sottolinea Boifava -. La legge regionale 26 del 2003 elenca tutte le decisioni in capo all’ente di governo dell’Ufficio d’ambito e quali le materie con parere vincolante dei Comuni. Sui progetti e le modifiche sostanziali agli impianti esistenti non è richiesto il parere obbligatorio e vincolante della Conferenza, che quindi non può esprimersi nemmeno su questo progetto». Un passaggio, secondo Boifava, «ribadito anche dal recente regolamento regionale del 2019. La Conferenza si esprime a livello generale e quando viene presentato il Piano degli investimenti, non sul singolo intervento». PROPRIO sulle competenze in merito al progetto di depurazione del Garda, sono state sollevate molte perplessità. Ma «il ministero dell’Ambiente non ne ha: il suo compito è stato quello di esprimere un parere - spiega il presidente dell’Ato -. La Regione mantiene una visione generale sulla pianificazione degli ambiti, che deve essere conforme al raggiungimento degli obiettivi, compresa l’uscita dalle procedure di infrazione europea; il Consiglio provinciale non è competente ad approvare il progetto, perchè è compito del suo Ufficio d’ambito. E nemmeno la Conferenza dei sindaci ha competenza». Ma i Comuni quando potranno pronunciarsi? «Quando verrà avviato l’iter, attraverso la Conferenza dei servizi preliminare - spiega Boifava -. Qui verranno chiamati ad esprimersi per quelle che sono le loro competenze, ma non per dire genericamente che il depuratore lì non va bene».

C.REB.
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