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19.04.2019

Cadute ed erbe infestanti I rondò ricoperti di sassi non sono una buona idea

Roccafranca: uno dei rondò invasi dalla vegetazione
Roccafranca: uno dei rondò invasi dalla vegetazione

Ci sono piante che crescono anche tra i sassi, e così, l’«arredo» a basso costo scelto per le tre rotonde realizzate dalla Provincia a Roccafranca si è rivelato un cattivo affare. Prima al loro posto c’erano solo incroci non coordinati, e dopo i semafori, cancellati perché portavano con sé manutenzioni costose e lunghe code, sono arrivati i rondò. Ma quei catini in cemento meritavano un po’ più di estetica. Così gli enti pubblici hanno iniziato ad attrezzarli con verde e monumenti. Che però costano in manutenzione. QUINDI si è pensato di far sponsorizzare i manufatti da aziende del settore florovivaistico e non solo. Ma i privati non arrivano dappertutto, e alla fine a Roccafranca la Provincia ha pensato di ricorrere ai sassi, che sono ornamentali e creano un effetto pacciamatura impedendo (non troppo) alle erbe infestanti di crescere. Non è andata bene, e un anno fa è arrivato il primo allarme, con continui interventi di pulizia delle strade per rimuovere i sassi che finivano (e finoscono) sulla carreggiata. Le cause sono soprattutto i «dritti» e i fuoristrada che invadono le rotonde spargendo i sassi ovunque. Il pericolo diventa notevole per i pedoni e i ciclisti delle vicine piste. Dopo le manutenzioni straordinarie, il problema è diventato estetico. Le tre rotonde sono infestate da piante e arbusti che trasformano in una selva i manufatti e che rischiano di trasformarsi in un ostacolo anche per la visibilità. A INTERVENIRE in queste ore è stato ancora una volta il Comune, che ha impegnato i suoi manutentori per ripulire realizzando un lavoro che di fatto conferma come infelice il progetto sassi. Già, perché anche il giardino «zen» con le pietre bianche non è stato esattamente a costo zero. E poi, appunto, c’è il problema delle continue cure necessarie. Forse sarebbe bastato stendere una pacciamatura a rete prima della posa della copertura lapidea. Quel che è certo è che in un anno esteticamente parlando le rotatorie si sono trasformate in un pugno nell’occhio, a dispetto dei costi che è stato necessario sostenere per realizzarle.

M.MA.
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