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02.04.2019

Chiese avvelenato,
scoperto il
responsabile

Il colore inequivocabile dell’acqua del Chiese a Calcinatello
Il colore inequivocabile dell’acqua del Chiese a Calcinatello

C’è voluta una bella mobilitazione, ma questa volta la responsabilità dell’ennesimo inquinamento del Chiese nella Bassa ha un nome e un cognome. L’ultimo attacco al fiume è stato segnalato all’alba di ieri sul territorio di Calcinato: i tre scarichi che si affacciano sul corso d’acqua a Calcinatello, nella zona di via Croce Santo Stefano, hanno versato materiali inquietanti, e dato che la zona è quella del depuratore della frazione, per controllare la situazione sono intervenuti anche i tecnici di Acque Bresciane. PROPRIO LORO hanno contribuito a ricostruire la cronologia dell’evento: attorno alle 3 della scorsa notte, il depuratore sarebbe andato in tilt perchè costretto a trattare una quantità di liquami pari a quelli prodotti da circa 40 mila abitanti, mentre il digestore locale è tarato per una popolazione di 2.200 persone. Il risultato lo si è visto nel fiume. Ricostruito il quadro e ricevuta la segnalazione di Acque Bresciane e del Comune, i carabinieri di Calcinato hanno avviato le indagini, e i risultati non sono mancati. «Lo sversamento è proseguito per alcuni giorni ed è stato individuato il tronco fognario dal quale proveniva e anche la potenziale azienda», spiega la sindaca Marika Legati. Quale azienda? La «D.I.A», un’impresa specializzata nel commercio di carni. Stiamo parlando di un caso che non è stato isolato: lo scarico di liquami nel fiume si sta verificando con una certa frequenza dal 20 marzo. Lo sanno bene la polizia locale, le guardie ecologiche, l’Arpa e i carabinieri che stanno seguendo da vicino la questione. Già il 25 marzo l’Arpa ha effettuato un campionamento, e ha accertato «che l’anomalia riscontrata nel depuratore di Calcinatello e il relativo bypass hanno avuto origine dallo scarico industriale di una ditta del posto che si occupa di lavorazione delle carni. Dalle prime verifiche analitiche, lo scarico è risultato quantitativamente non conforme al decreto autorizzativo del settore Ambiente della Provincia». Questo è stato accertato e scritto la scorsa settimana; peccato che il problema non si è esaurito; anzi. Gli inquinamenti si sono ripetuti provocando anche disagi prevedibili alle persone che vivono a pochi passi dal fiume Chiese nella zona di Calcinatello: un tanfo percepibile anche a molti metri di distanza dal corso d’acqua che da Calcinatello si dirige verso la frazione monteclarense di Vighizzolo. •

Valerio Morabito
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