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29.11.2019

Espropri per la
Tav, il Comune
ha detto «sì»

Il popolo dei No-Tav ha subito un duro colpo a Calcinato
Il popolo dei No-Tav ha subito un duro colpo a Calcinato

L’avanzata è lenta ma a quanto pare inesorabile; a meno che non ci si mettano di mezzo problemi geologici. Parliamo del graduale procedere del progetto del Tav, l’alta velocità ferroviaria che, naturalmente, è destinata a «mangiarsi» anche non pochi terreni di proprietà pubblica. Sta per succedere a Calcinato, dove a quattro mesi dalla notifica del decreto che disponeva l’occupazione d’urgenza «preparatoria» all’esproprio di tre aree di proprietà del Comune (appunto per consentire la realizzazione della tratta Brescia-Verona della nuova linea ferroviaria), l’ente locale ha raggiunto un accordo economico con Cepav due che ha fatto imbestialire gli ambientalisti. LA GIUNTA ha appena approvato quello che tecnicamente si definisce «atto di assenso irrevocabile alla condivisione dell’indennità» che il costrutture del tracciato del super treno pagherà per tre terreni presenti nella località Zemogna, e che serviranno alle necessità di cantiere. L’importo che il general contractor di questa enorme e impattante opera pubblica si impegna a versare come indennità è di 125 mila e 397 mila euro, una somma «ritenuta congrua», come si legge nella delibera varata dalla maggioranza che governa il municipio. La zona interessata si trova a ridosso del fiume Chiese, ed è compresa fra le vie Cavour e Stazione. Non è esattamente un’area degradata; anzi. Questi terreni sono pieni di alberi, e da lì passa la pista ciclopedonale che collega il capoluogo con la frazione Ponte San Marco: un tracciato che scorre a Ovest della Roggia Calcinato e che è frequentato da molti escursionisti. Un pezzo di verde e di campagna che se ne andrà, insomma. Non senza la durissima reazione degli ambientalisti di Calcinato che hanno esaminato l’accordo nel corso di una assemblea pubblica organizzata dal Comitato Cittadini alla scuola elementare di Calcinatello. PREVEDIBILMENTE, i commenti sono pesanti: «Sconcerta che Calcinato sia fra i primi comuni sulla tratta Brescia-Verona a impegnarsi a vendere una parte del proprio territorio per portare a casa quello che i nostri amministratori ritengono possibile - commenta la portavoce del Comitato Laura Corsini -. Questa delibera è l’ennesima conferma del fatto che i nostri amministratori sono da sempre stati a favore di quest’opera, dimostrando con questo atto che, ancora una volta, non hanno fatto e non fanno nulla per tutelare il proprio territorio, cedendolo invece senza troppi indugi». E adesso? «Adesso sarà fondamentale spendere questi soldi per allestire una serie di opere di mitigazione dell’impatto che il Tav avrà sull’ambiente, e non certo per acquisire aree per realizzare nuovi costruzioni - risponde Laura Corsini -, anche se l’obiettivo del Comitato e dei moltissimi cittadini che ci seguono resta naturalmente la difesa del territorio. Su questo saremo rigorosi e non permetteremo deturpazioni». •

Flavio Marcolini
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