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08.03.2019

L’Ats ai sette sindaci «Nel caso legionella il Chiese è al centro»

La conferma arriva direttamente dagli addetti ai lavori: l’attenzione delle autorità sanitarie impegnate a ricostruire un caso, quello drammatico dell’epidemia di legionella dello scorso anno, e soprattutto a cercare di evitare un bis è concentrata sulle condizioni critiche del fiume Chiese. Ieri i vertici dell’Ats di Brescia hanno presentato ai sindaci dei sette Comuni della «zona rossa» e ai membri del Comitato di salvaguardia guidati da Carmine Piccolo una relazione epidemiologica sull’allerta sanitaria dello scorso settembre. I contenuti? Come anticipato alcune settimane fa da Bresciaoggi, in attesa di conoscere la ricerca completa condotta sotto l’egida del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità, il fiume rimane il principale indiziato. Perché a causa delle sue condizioni precarie dal punto di vista ambientale avrebbe fatto da culla biologica, innescando un’onda batteriologica senza precedenti. «Tuttavia non è possibile dimostrare con certezza come dal fiume possa esservi stato un fenomeno di aerosolizzazione così massiccio da colpire una tale estensione - sta scritto nella prudente relazione targata Ats -, e non è da escludere l’ipotesi che il Chiese sia stato uno dei tanti bersagli raggiunti dall’aerosol contaminante». DUNQUE, se da un lato l’Ats parla di «ipotesi suggestiva» riguardo al Chiese come fabbrica dell’epidemia, dall’altro (immaginando un ritorno dell’allarme sanitario) invita a prendere precauzioni che riguardano quasi esclusivamente il corso d’acqua. «Nell’azione di prevenzione - si legge nel documento Ats - occorre considerare l’utilizzo delle acque del fiume tenendo conto dei periodi di siccità e dell’importanza di garantire il deflusso minimo vitale per l’equilibrio ecologico: se l’acqua scorre non si scalda, non crea secche di acqua ferma, migliora l’ossigenazione, gli inquinanti vengono diluiti e i meccanismi di autodepurazione non vengono inibiti». Un messaggio neanche indiretto ai tanti, troppi utilizzatori economici di questo corso d’acqua malato. •

V.MOR.
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