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19.02.2020

Cure oncologiche,
un centro
per la speranza

  Giulio Gallera, Carmelo Scarcella, Lidia Venturini e Francesco Gobbi Nella simulazione al computer il futuro aspetto del centro oncologico in progetto a Manerbio
Giulio Gallera, Carmelo Scarcella, Lidia Venturini e Francesco Gobbi Nella simulazione al computer il futuro aspetto del centro oncologico in progetto a Manerbio

L’efficacia della cura del tumore passa anche dall’«umanizzazione» del paziente. L’evoluzione dei farmaci antitumorali, che permettono oggi di trattare anche patologie una volta incurabili, ha spostato l’attenzione sull’importanza degli aspetti relazionali e psicologici dell’assistenza. É questa la «mission» del mega progetto del nuovo Polo oncologico che nascerà all’ospedale di Manerbio. La struttura sarà realizzata grazie alla Fondazione Renato e Damiana Abrami onlus, che finanzierà tutte le fasi - dalla progettazione alla costruzione - per donare speranza ai pazienti dell’Asst del Garda. L’impegno di spesa è di 6,6 milioni di euro. «Un polo moderno, accogliente, funzionale e adeguata alle esigenze dei pazienti - ha sottolineato ieri Carmelo Scarcella, direttore generale dell’Asst del Garda presentando la convenzione sottoscritta con la Onlus di Verolanuova -. Gli spazi saranno confortevoli e le attrezzature tecnologicamente all’avanguardia. Il polo oncologico di Manerbio rappresenterà una grande opportunità di qualificazione e potenziamento dell’ospedale grazie anche alla realizzazione di una “breast unit” - struttura operativa multidisciplinare che prevede la presenza di più figure mediche e sanitarie che si fanno carico dell’intero percorso assistenziale della donna, oltre che del sostegno psico-oncologico - dedicata alla diagnosi e cura del tumore al seno». LA TERAPIA delle patologie oncologiche incarna una delle più grandi rivoluzioni che la medicina abbia espresso. «Fra tutti i numeri che documentano questa centralità - ha sottolineato Scarcella -, è sufficiente ricordare che le malattie tumorali da sole sono oggi responsabili della maggior parte degli anni di vita persi nella popolazione dei Paesi occidentali, ma il trend è in continua diminuzione, a testimonianza dei buoni risultati ottenuti con le terapie multidisciplinari. La guarigione del tumore al seno si è assestata al 95%». Ma perché Manerbio? «La Fondazione ha sede a Verolanuova, ed è nella Bassa che Renato e Damiana Abrami sono vissuti ed hanno operato il loro bene - ha spiegato Francesco Gobbi, amministratore della onlus -. É quindi giusto che sia qui che il loro ricordo rimanga vivo nella mente e nel cuore di chi li ha conosciuti, stimati e amati». La Fondazione - inizialmente intitolata a Renato Abrami, imprenditore calzaturiero - è nata nel 2015 per desiderio della moglie Lidia Venturini e della figlia Damiana di mantenere viva la memoria di una persona che con la sua sensibilità aveva saputo aiutare tante persone bisognose e promuovere importanti iniziative nel campo della solidarietà. Alla morte della figlia Damiana, nel 2017, Lidia Venturini ha modificato la denominazione della fondazione, dedicandola ad entrambi. «Il polo oncologico permetterà ai tanti malati di tumore di trovare vicino a casa un centro di eccellenza per le loro cure, evitando faticosi spostamenti. Ma oggi un grande e intenso pensiero va a chi non c’è più - ha sottolineato Lidia Venturini visibilmente commossa -: a mio marito, che grazie al frutto del suo lavoro ha permesso di realizzare questo progetto, e a mia figlia». Il polo sorgerà nell’area vicino al parcheggio interno dell’ospedale. I tempi di realizzazione sono stati stimati in 20 mesi: la posa della prima pietra è prevista per giugno, la chiusura dei cantieri per gennaio 2022 e l’inaugurazione nel mese di aprile. I DETTAGLI dell’opera sono stati illustrati da Renato Brignani dello studio di progettazione davanti ad una folta platea, composta anche da numerosi sindaci della Bassa orientale, dall’assessore regionale Alessandro Mattinzoli, dai consiglieri del Pirellone Simona Tironi e Gian Antonio Girelli. Il polo oncologico avrà una superficie di 2.550 metri quadrati e si svilupperà su tre piani. «Siamo una regione straordinaria anche dal punto di vista della sanità, e questo polo di eccellenza ne è una nuova dimostrazione - ha affermato l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera -. Da anni abbiamo deciso di puntare sulla sanità diffusa e di investire sul territorio. Esiste un esercito di persone che dedicano qualcosa di sé agli altri: questo significa che la gente non si limita a chiedere salute, ma vuole dare il proprio contributo in prima persona. Grazie alla Fondazione Abrami, questo polo sarà il punto di riferimento della cura e della guarigione. I pazienti saranno assistiti al meglio in una struttura degna di un investimento così importante». •

Cinzia Reboni
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