CHIUDI
CHIUDI

13.02.2020

«Dosaggio letale di
farmaci». Due medici
rinviati a giudizio

L’ospedale di Mantova «Poma» teatro nel 2016 della tragedia
L’ospedale di Mantova «Poma» teatro nel 2016 della tragedia

Per la procura avrebbero sbagliato il dosaggio dei farmaci provocando il decesso di un paziente sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio. Per questo motivo due medici bresciani in servizio del Poma di Mantova sono stati rinviati a giudizio per omicidio colposo. Si tratta di Antonino Grano, 37enne di Montichiari, all’epoca dei fatti era medico di turno al pronto soccorso di Mantova e Giuliano Crocco, 54enne psichiatra di Brescia. Il processo è legato all’inchiesta aperta per la morte di Antonio Scaletta, 51enne di Sassari che era stato sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio. Ricoverato nel reparto di Psichiatria, dopo qualche ora era sopravvenuto il decesso. Nella relazione conclusiva allegata agli atti di indagine il medico legale ha scritto che a causare la morte del paziente sarebbe stato un dosaggio sbagliato dei farmaci. I fatti risalgono al 17 novembre 2016. quando una vicina di casa di Antonio Scaletta aveva segnalato al 113 una persona in preda ad un raptus. Sul posto era intervenuta una volante della polizia, che trovò il 51enne in forte stato di agitazione. UN’AMBULANZA DEL 118 lo trasportò al pronto soccorso, dove i medici, prima di ricoverarlo in Psichiatria, gli somministrarono dei sedativi. Il quadro clinico di Scaletta precipitò all’alba fino al decesso per un arresto cardiocircolatorio. I due professionisti sono comparsi davanti al giudice per l’udienza preliminare: sono s accusati di aver cooperato tra loro con condotte colpose idonee a provocare la morte. L’arresto cardiocircolatorio, come si legge nel capo di imputazione, sarebbe stato causato dalla concomitanza e successiva somministrazione di più farmaci ipnotici-sedativi in associazione a uno stato di intossicazione alcolica. In particolare Antonino Grano, a fronte di uno stato di agitazione acuta del paziente, avrebbe indicato al collega Crocco un farmaco che, somministrato insieme agli altri dati in precedenza, avrebbe creato le condizioni idonee perché si verificasse un arresto cardiocircolatorio. Il fratello, la moglie e i due figli di Scaletta si sono costituiti parte civile. La prossima udienza, dopo che sono stati ascoltati i primi testimoni, è stata fissata per il 16 giugno. •

Valerio Morabito
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1