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29.06.2020

Game over per i furbetti delle targhe straniere

Giro di vite sui furbetti alla guida di auto immatricolate all’estero
Giro di vite sui furbetti alla guida di auto immatricolate all’estero

È rimasta scolpita nell’immaginario collettivo la vicenda di un imprenditore di Castiglione che sicuro di godere dell’impunità grazie alle targhe straniere delle due auto aziendali, nel 2017 aveva percorso in lungo e in largo la provincia di Brescia - dalla provinciale 510 alla tangenziale sud, fino alla Goitese - senza curarsi dei limiti di velocità. Era riuscito a collezionare 15 mila verbali in tre anni, ben tredici multe al giorno. L’impreditore mantovano era riuscito a disintegrare il primato negativo del ristoratore di Desenzano che in un anno aveva accumulato 376 multe per eccesso di velocità, pari ad una sanzione complessiva di 160 mila euro e alla decurtazione di 930 punti dalla patente. Anche in quel caso, il ristoratore di origine veronese, alla guida della sua Audi con targa tedesca e intestata a una società di leasing, per un anno aveva sfrecciato a 200 all’ora sulla Desenzano-Castiglione. Due casi limite che evidenziano come l’immatricolazione all’estero sia un escamotage purtroppo piuttosto diffuso per evitare di pagare tasse e multe. Spesso infatti le società di leasing non forniscono informazioni che consentono di stabilire chi è effettivamente al volante di veicoli con targa straniera, e questo rende complicato smascherare i «furbetti». Ma con l'approvazione nel 2018 del decreto sicurezza le regole per chi circola in Italia con auto con targa estera sono diventate decisamente più rigide. La soglia massima per circolare con targhe estere in Italia, avendo la residenza anagrafica nel nostro Paese, è stata abbassata da un anno a 60 giorni, superati i quali occorre procurarsi una targa italiana altrimenti si rischia di incorrere in una multa da 712 a 2.848 euro più l'immediato stop alla circolazione del veicolo. Ma non solo: l’interessato ha 180 giorni di tempo dall’accertamento della violazione per mettersi in regola, pena la confisca del mezzo. Ci sono però, come sempre, delle eccezioni. Innanzitutto l’obbligo non si applica alle auto concesse in leasing o a noleggio senza conducente da parte di società costituite in un altro Stato membro della Ue che non abbiano stabilito in Italia una sede secondaria o altra sede effettiva. Le disposizioni del decreto sicurezza non valgono neppure per i veicoli concessi in comodato a soggetti residenti in Italia e legati da un rapporto di lavoro o di collaborazione con le suddette società. Infine, le auto immatricolate all’estero possono sempre circolare in Italia se il conducente ha la residenza normale nel nostro Paese, che si ottiene dopo 185 giorni di permanenza nell'arco di un anno, e che vale ad esempio per i lavoratori stagionali. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

C.REB.
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