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31.03.2019

Discariche infinite Arriva un gigante quasi dimenticato

Cosa c’è all’orizzonte ambientale di Ghedi? Una discarica per un milione e 300 mila metri di cubi di inerti; ma in tabella si parla anche di scarti da processi termici, di prodotti agricoli, e in aggiunta di «rifiuti non specificati». Non è una boutade: l’impianto sta per trovare posto nell’Ambito territoriale estrattivo numero 39 del Piano cave provinciale, in località Fienil Nuovo. La procedura è stata avviata nel 2015, ma venerdì sera è stato possibile verificare che in paese se ne sa ben poco. Per questo il circolo di Legambiente «La nostra terra» ha organizzato un appuntamento a tema coordinato dal presidente Emanuele Consoli: il titolo era «Ambiente e democrazia», e hanno partecipato i comitati mobilitati per la difesa del territorio di Ghedi e della Bassa e molti cittadini. Assenti, anche se invitati formalmente, i rappresentanti dell’Arpa e dell’Ats. I lavori sono stati aperti da Federico Balestrieri di «Medici per l’ambiente» con una relazione sul concetto di salute che prevede anche il benessere mentale, quest’ultimo compromesso anche semplicemente dalle preoccupazioni provocate dal proliferare di siti di smaltimento; senza dimenticare le conseguenze scientificamente dimostrate delle discariche sulla salute di chi ci abita vicino. Se la Lombardia registra un eccesso di tumori rispetto al resto d’Italia, Ghedi in particolare ha a che fare con dati preoccupanti, oltre che un livello di concentrazione di polveri nell’aria non esattamente salutare. COSA FARE? Bisognerebbe imporre ai sindaci, principali autorità sanitarie locali, di informare e di ricorrere su scelte importanti alla consultazione dei cittadini; come previsto dalle convenzioni internazionali. Lo ha ricordato l’esperto ambientale Marco Pezzoni, sottolineando l’importanza dell’alleanza dei cittadini a difesa del territorio, del fare rete, della democrazia partecipata. Infine, don Gabriele Scalmana della pastorale del Creato ha invocato una «rivoluzione culturale che ci spinga a custodire la Terra e la sua bellezza». •

M.MON.
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