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21.05.2019

«Dopo di noi», l’assistenza ha trovato casa

L’edificio di via Battisti di Ghedi destinato al progetto «Dopo di noi»
L’edificio di via Battisti di Ghedi destinato al progetto «Dopo di noi»

Ci vorra circa un anno per vedere funzionanti a Ghedi quattro appartamenti da riservare a persone con disabilità rimaste senza il conforto e l’assistenza della famiglia. Diventeranno realtà grazie all’assessorato ai Servizi sociali guidato da Delia Bresciani, che ha messo a punto un progetto collegato al programma regionale «Dopo di noi» nato a sostegno del cammino verso l’autonomia. Gli spazi residenziali attrezzati saranno ricavati nell’immobile di proprietà comunale finora destinato agli alloggi edilizia residenziale pubblica che si affaccia al 19 di via Battisti: qui è iniziato il recupero dei locali destinati ad alcune delle 37 persone residenti nell’Ambito territoriale 9 inserite nel progetto regionale, alcune delle quali residenti a Ghedi. Complessivamente ci sarà posto per tre o quattro persone per appartamento, e una volta completata la sistemazione di quelli esistenti (due appena liberati dagli inquilini, che hanno scelto altre sistemazioni, gli altri già in fase di recupero) gli spazi saranno concessi gratuitamente. Naturalmente il cantiere riqualificherà anche l’immobile adeguandolo alle esigenze dei futuri abitanti, con l’eliminazione delle barriere architettoniche, l’aggiunta dell’ascensore e di quanto possa favorire l’autonomia di una persona con disabilità. Secondo il progetto di massima redatto dall’Ufficio tecnico l’operazione richiederà 350 mila euro: il Comune non dispone ancora della copertura finanziaria, ma si pensa di trovarla in fretta grazie a bandi a tema. «Nel frattempo segnalo l’iniziativa a tutte le famiglie interessate, ricordando che negli uffici comunali dei Servizi sociali troveranno tutte le informazioni necessarie - dice l’assessore ai Servizi sociali -. Per la gestione del progetto abbiamo avviato la ricerca di un’associazione, di un partner che possa occuparsi di questa realtà con educatori presenti 24 ore su 24, oltre che della copertura finanziaria del servizio una volta avviato». ALCUNE risposte sono già arrivate, ma per dare continuità al piano «servono entrate sicure su cui contare sempre». Conclude Bresciani: «L’obiettivo è dare una soluzione residenziale a un problema purtroppo diffuso a Ghedi e nel territorio. È un modo per rispondere all’angosciante interrogativo dei genitori di ragazzi disabili che si chiedono quale sarà la sorte dei loro figli dopo la loro scomparsa. Avevamo uno spazio che poteva essere dedicato a questa esigenza e siamo partiti». •

Milena Moneta
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