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15.06.2019

Ghedi, Consiglio unito nel no alla discarica

Il flash mob anti discarica nell’aula consiliare di Ghedi
Il flash mob anti discarica nell’aula consiliare di Ghedi

C’erano tutte le incombenze formali di un consiglio che riparte dopo le elezioni, ma il tema che ha catalizzato l’attenzione giovedì sera a Ghedi, durante il debutto del nuovo «governo» che amministrerà la cittadina per i prossimi cinque anni con la guida di Federico Casali, è stato quello incombente della discarica. Che ha provocato un coro di «no». Sul tavolo la richiesta dalla società Edlilquattro di smaltire nella località Finil Nuovo un milione e 300 mila metri cubi di rifiuti speciali (terreni contaminati compresi) su una superficie di 120 mila metri quadri. Una richiesta che ha appena incassato il «sì» della Provincia relativamente alla Via, la Valutazione di impatto ambientale. POCO PRIMA dell’inizio della seduta alcuni cittadini hanno piazzato striscioni di protesta in piazza Roma, informato e sensibilizzato i passati e iniziato a raccogliere firme per opporsi all’ennesimo sito di smaltimento. Quindi, indossando quasi tutti una maglietta bianca sono entrati nell’aula consiliare per un flash mob: quando la consigliera di opposizione Egeria Ruffo ha nominato la discarica si sono alzati in piedi ripetendo insieme «No». Un rifiuto su cui concordano maggioranza e opposizione. Casali ha concluso infatti il suo discorso di insediamento ribadendo lo stop a nuove pattumiere. Poi è toccato all’ex sindaco Lorenzo Borzi, nel doppio ruolo di capogruppo e di presidente del consiglio, dichiarare anche a nome dell’assessore all’Ambiente Luca Mostarda, che come lui milita in Fratelli d’Italia e che ufficialmente non è ancora in carica, che l’ente locale è pronto non solo a ricorrere al Tar, ma anche al Consiglio di Stato per fermare un progetto su cui «la giunta uscente ha sempre espresso il proprio diniego. Un cammino che volentieri condivideremo con le opposizioni perché certe temi, e la salute dei cittadini in particolare, non hanno colore politico». Una visione comune e la volontà di collaborare, insomma. Per il resto, l’insediamento ha visto l’unica novità di Attilio del Campo, il consigliere più votato, scelto come capogruppo della Lega. È uno dei sei consiglieri debuttanti insieme a Luigi Brontesi e Massimo Tomasi, sempre della Lega, e, sul fronte opposto, a Lino Trentini, Luigi Scarano (29 anni) e Armando Savoldi (quest’ultimo il più giovane con 26 anni soltanto) di «Costruire la comunità». Tra pochi giorni saranno distribuite ai consiglieri molte delle deleghe ancora in carico al sindaco. •

Milena Moneta
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