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13.03.2019

Il disastro dei Tornado arriva davanti ai giudici

La sciagura dei due Tornado di Ghedi: lo scontro in volo nel 2014
La sciagura dei due Tornado di Ghedi: lo scontro in volo nel 2014

Torna oggi nelle aule di giustizia la vicenda del tragico scontro nei cieli di Ascoli fra due Tornado di Ghedi, che nell’estate del 2014 costò la vita a quattro piloti. SE SI ANDRÀ A PROCESSO, ed è questa la decisione più attesa per ora, si costituiranno parti civili tutte le quattro famiglie delle vittime, i capitani Mariangela Valentini, Giuseppe Palminteri, Alessandro Dotto e Paolo Piero Franzese, che già lo scorso 24 gennaio avevano depositato l’atto di costituzione parte civile. L’udienza preliminare di questa mattina avvicinerà i giudici di Ascoli Piceno a questa prima decisione importante: l’ammissibilità dei congiunti dei piloti scomparsi come parte civile. Tutto subordinato poi a un’altra e ancor più decisiva decisione: quella fra il proscioglimento, che chiuderebbe definitivamente la vicenda giudiziaria stabilendo che non ci furono responsabilità nella sciagura, oppure il rinvio a giudizio di due ufficiali del 6° Stormo che coordinarono da terra la fatale esercitazione aerea nei cieli di Ascoli, entrambi indagati per disastro aereo colposo e omicidio colposo plurimo. Solo indagati, non imputati: per il maggiore Bruno Di Tora, comandante del 154° gruppo di volo «Diavoli rossi», e per il maggiore Fabio Saccottelli, Capo cellula pianificazione, il Gup dovrà valutare la richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura di Ascoli Piceno il 14 settembre scorso. A conclusione delle indagini preliminari, il Procuratore capo della Procura di Ascoli Piceno aveva richiesto il rinvio a giudizio per i diretti superiori dei quattro piloti: i due maggiori che pianificarono e coordinarono da terra il volo dei due Tornado, rilevando - questo sostiene l’accusa - «colpa consistita in imprudenza, imperizia, negligenza (...) con particolare riferimento alla individuazione, gestione e riduzione del rischio». Una prima udienza era stata convocata ad Ascoli per il 24 gennaio, ma per difetto di notifica era stata rinviata, appunto, a questa mattina. LA COMPLESSITÀ del caso, che ha richiesto 4 anni di indagini, supplementi e perizie altamente specialistiche sulla dinamica dell’incidente, è improbabile oggi si decida effettivamente se mandare i due maggiori sotto processo. Ci vorrà probabilmente una terza udienza. Quello che avverrà di sicuro sarà l’esame delle parti civili: quattro famiglie che chiedono di sapere se in quel tragico incidente ci siano state delle responsabilità, o forse delle colpe, da valutare e giudicare. •

V.R.
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