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09.03.2019

Italcarni, condanne ridotte per i veterinari

L’ingresso della struttura di Ghedi teatro dei maltrettamenti
L’ingresso della struttura di Ghedi teatro dei maltrettamenti

La Corte d’appello di Brescia ha ridotto le pene nei confronti di Gian Antonio Barbi e Mario Pavesi i due veterinari dell’Ats di Brescia coinvolti nella vicenda dei maltrattamenti avvenuti all’interno del macello Italcarni di Ghedi. Barbi è stato condannato per falso e maltrattamenti a un anno e otto mesi di reclusione; Pavesi a sei mesi per minacce. Dal processo di primo grado celebrato con il rito abbreviato davanti al gup Cesare Bonamartini, Barbi era uscito con una condanna a due anni, mentre per Pavesi il giudice si era fermato a 18 mesi di reclusione. PER L’ACCUSA i due veterinari avrebbero omesso «di effettuare le visite ante mortem e post mortem dei bovini presenti al macello Italcarni la cui carne doveva essere venduta per il consumo umano e omettevano di impedire una condotta di maltrattamento causa della poderosa contaminazione batterica della carne macellata». Davanti al gup era caduta l’accusa più grave, quella relativa all’adulterazione della carne destinata al mercato. Contro quest'ultima decisione la procura aveva fatto ricorso, ma ieri la Corte d’appello ha confermato il giudizio emesso nel primo grado. «C’è soddisfazione perché la pena è stata ridotta così come è accaduto per i risarcimenti - spiega Luca Musso, il legale di Barbi - Il fatto che la corte abbia rigettato il ricorso della procura è una buona notizia per noi. Si tratta di un altro piccolo tassello del percorso che ci auguriamo possa portarci all'assoluzione in Cassazione. Per una valutazione più completa sarà necessario attendere le motivazioni». SODDISFATTO è anche Paolo Morelli, l’avvocato di Mario Pavesi. «Il portato dell'accusa è stato drasticamente ridimensionato», il commento del legale del secondo veterinario finito alla sbarra. «Le nostre valutazioni non possono che essere positive - sottolinea l’avvocato Vittorio Arena, legale della Lav una delle cinque parti civili ammesse al processo - Anche i giudici di secondo grado hanno confermato che dentro il macello di Ghedi gli animali erano maltrattati». •

Paolo Cittadini
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