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14.04.2019

Viva i cani da salvataggio Ghedi li ringrazia per tutti

Il monumento ai cani soccorritori posato a Ghedi
Il monumento ai cani soccorritori posato a Ghedi

Il labrador in bronzo che cerca tra le macerie, primo monumento ai «cani della solidarietà» inaugurato ieri a Ghedi a pochi metri dal santuario di San Rocco, protettore del paese e anche dei cani, riassume più di un significato. Le macerie su cui è collocato arrivano da l’Aquila, donate dagli abitanti di Paganica e San Gregorio colpite dal terremoto del 2009, quando Alfredo Gottardello, istruttore cinofilo di fama nazionale recentemente scomparso, era là a coordinare i soccorsi alla popolazione. È allora anche un ricordo di Alfredo, che aveva ideato il monumento per ricordare tutti i cani da soccorso, la cui famiglia si è unita all’Ucis (Unità cinofile italiane da soccorso) e agli amici che hanno voluto ringraziare tutti gli animali che affiancano gli uomini nei soccorsi. L’opera, arrivata gratis grazie alla sensibilità di Agostino Ghilardi, scultore e docente all’Accademia Santa Giulia, e della figlia Anna che l’ha realizzata, è anche un richiamo alla statua della cagnolina Camilla, eretta ad Amatrice a unire idealmente tutte le sofferenze del mondo. •

M.MON.
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