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28.10.2020 Tags: Calcinato

Giù le mani dal fiume «Il Chiese va difeso dai reflui del Garda»

Una istantanea del presidio
Una istantanea del presidio

I semplici cittadini che hanno a cuore l’ambiente non rinunciano alla battaglia, e ieri mattina, quelli che si sono organizzati e strutturati da tempo si sono dati appuntamento davanti al depuratore di Calcinatello, in via San Martino: il Comitato Cittadini di Calcinato e la Federazione delle associazioni del fiume Chiese hanno rilanciato il «no» al trasloco a Gavardo e nella Bassa delle fogne del Garda da depurare; un progetto avallato anche dal ministero che avrebbe la sua «fine» nel bacino del Chiese. «Stiamo chiedendo un’analisi sugli impatti cumulativi complessivi dell’opera - ha esordito la portavoce del Comitato Cittadini - tanto più necessaria in provincia di Brescia, dove i territori sono già drammaticamente compromessi dal punto di vista ambientale. Una provincia che fa i conti con l’inquinamento, i troppi malati di cancro e i morti di legionella di due anni fa, vittime di un’epidemia di cui non possiamo dimenticare l’origine». «Abbiamo tappezzato Calcinato e Bedizzole di manifesti per chiedere di ascoltare quello che il fiume ci sta dicendo da anni con i seri problemi delle sue acque, utilizzate lo ricordiamo anche per l’irrigazione e che quindi diventano cibo - ha aggiunto -. Da questo depuratore è stata più volte documentata l’uscita di scarichi maleodoranti, addirittura presenza di feci e carta igienica finite direttamente nel Chiese». IN TRINCEA nella manifestazione di Calcinatello anche Gianluca Bordiga, presidente della Federazione delle associazioni del Chiese: un cartello di 19 realtà no profit attive dalla sorgente alla foce del fiume in difesa dell’ambiente lungo i 160 chilometri del bacino e impegnate a loro volta nel dire no al sovraccarico biologico cui si vuole sottoporre il corso d’acqua. •

F.MAR.
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