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14.01.2020

L’acquedotto porta alla luce gli antichi muri di una chiesa

La scoperta delle mura non avrà ricadute sui cantieri di Calvisano
La scoperta delle mura non avrà ricadute sui cantieri di Calvisano

Se i lavori per la posa della rete di acquedotto, fognature e depuratore sono destinati a proiettare Calvisano nel futuro, il passato ha rischiato di far bloccare le opere di scavo. Nei cantieri aperti in via Stazione, i mezzi d’opera impegnati nella fase preliminare della posa delle tubazioni hanno riportato alla luce i resti della chiesa di San Rocco. In un primo tempo si è pensato che le mura riaffiorate fossero di un edificio antico. In realtà i sopralluoghi effettuati dai tecnici della Soprintendenza ai beni archeologici hanno ridimensionato l’importanza della scoperta. È stato appurato che si tratta di un luogo di culto sconsacrato che era stato chiuso e poi in parte demolito nei primi anni del Novecento proprio per lasciare spazio al viale che ancora oggi conduce alla stazione ferroviaria del paese della Bassa orientale. Sta di fatto che nel momento in cui sono venuti alla luce i resti storici della chiesa che compare già nel catasto napoleonico del 1811, gli addetti ai lavori si sono premurati di contattare la Soprintendenza. Gli esperti delle Belle Arti sono intervenuti con tempestività in via Stazione e dopo aver svolto i sopralluoghi, con tanto di fotografie per documentare il rinvenimento, hanno autorizzato la prosecuzione dei lavori nella zona della stazione di Calvisano. Così il tratto in cui sono riemersi i resti delle mura perimetrali della Chiesa di San Rocco è stato di nuovo coperto e le operazioni per poggiare le tubature in vista della realizzazione dell’acquedotto, delle fognature e dei depuratori sono proseguite. Si è trattato di un’operazione-lampo, per creare minori disagi e non ostacolare l’incedere dei cantieri.

V.MOR.
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