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13.11.2019

L’allevamento
degli orrori è
al capolinea

Una delle mucche trovate già morte nell’allevamento lager di Robecco d’OglioTra gli animali lasciati morire c’erano anche dei vitelliUna frisona moribonda e adagiata nei propri escrementi
Una delle mucche trovate già morte nell’allevamento lager di Robecco d’OglioTra gli animali lasciati morire c’erano anche dei vitelliUna frisona moribonda e adagiata nei propri escrementi

«Latte e latticini allungano la vita e la migliorano» titolava giorni fa il nostro giornale commentando uno studio universitario. Peccato che non si possa dire altrettanto per milioni di mucche spremute come limoni. Trattate come macchine da reddito. Macchine, sì; anche se è probabile che gli allevatori criminali finiti nei guai nelle ultime ore a Robecco d’Oglio, appena al di là del ponte che separa Brescia da Cremona, trattassero i macchinari veri usati in azienda meglio dei loro animali. A SCOPRIRE l’ennesimo allevamento degli orrori, dal quale usciva il famoso latte che fa bene e allunga la vita, sono stati i volontari della Lega antivivisezione: è stata la loro denuncia a far intervenire i carabinieri forestale del Comando provinciale di Brescia. Durante la loro ispezione,i militari hanno trovato una situazione talmente orribile da disporre il sequestro probatorio di una trentina di bovini da latte trovati in condizioni paurose, e il fermo sanitario per gli altri 380 presenti. La custodia degli esemplari è stata affidata al sindaco di Robecco. Pesanti le conseguenze penali a carico dei due titolari dell’azienda ipotizzate dalla denuncia dell’Arma: maltrattamento degli animali (articolo 544 ter del Codice penale) e abbandono di animali (articolo 727); entrambi reati che comportano sanzioni per migliaia di euro. Presentato il quadro sanzionatorio passiamo a descrivere quello igienico sanitario; a raccontare le conseguenze di una totale assenza di interesse per le altre forme di vita. Anche se ti fanno campare. I militari hanno trovato vacche da latte in agonia che stavano morendo senza alcuna attenzione per le loro condizioni; animali già morti piazzati in fosse comuni; centinaia di capi che camminavano in uno strato melmoso alto parecchi centimetri formato dai loro stessi escrementi, e dal quale in alcuni casi emergevano le carcasse di mucche morte e in decomposizione. Per finire, non pochi bovini sono risultati malati e non curati, mentre gli spazi della «fabbrica di latte» adibiti alla conservazione del prodotto alimentare da lavorare erano invasi da scarafaggi. UNA REALTÀ spaventosa, ma è difficile - la cronaca periodicamente lo dimostra - che si tratti di un caso isolato. Ne è convinta la Lav, che attraverso il proprio vicepresidente Roberto Bennati, ricorda che «non è ammissibile che esistano ancora situazioni così gravi, in grado di arrecare inaudite sofferenze agli animali e con risvolti inquietanti in termini di sicurezza ambientale e alimentare e dal punto di vista etico. Chiediamo al neo ministro della Salute Roberto Speranza l’urgente convocazione di una conferenza Stato-Regioni per esaminare la situazione degli allevamenti regione per regione; un piano straordinario di controlli e la previsione di meccanismi di trasparenza sui controlli dei servizi veterinari». Già, i servizi veterinari. Il lager di Robecco non ha mai visto un funzionario dell’Ats? E i veterinari territoriali non hanno mai avuto nulla da ridire? E gli animali? La Lav si dice disponibile a «prendere alcune delle bovine più malate in affido, per garantire loro le cure necessarie e, speriamo, per salvare loro la vita. Intanto chiediamo la chiusura immediata e definitiva dell’allevamento». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Paolo Baldi
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