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17.10.2020

«L’Ats di Brescia dov’è? Sul territorio mancano i dati su tumori e malattie»

Il bacino del Chiese è inquinato
Il bacino del Chiese è inquinato

Alberto Zolezzi ha replicato alla risposta all’interpellanza esponendo «i limiti metodologici dello studio dell’Università di Brescia, eseguiti con eccessiva discrezionalità nella scelta della soluzione migliore e nelle valutazioni economiche». Trasportare i reflui civili dei Comuni della sponda gardesana bresciana fino a Gavardo e Montichiari, in salita, per decine di chilometri, è «inopportuno - ha detto il parlamentare -, perché il bacino del Chiese ha già pressioni antropiche eccezionali, con la presenza di fonderie, acciaierie, cave, distretti industriali complessi, cartiere, allevamenti e spandimento di effluenti zootecnici, fanghi di depurazione e gessi di defecazione, piccoli depuratori in infrazione europea. Una «zona franca ambientale»- l’ha definita Zolezzi -, nel senso che chi voleva inquinare è sempre stato impunito. Il Chiese è un unicum a livello europeo in termini di impatto: basti ricordare l’epidemia di legionella, con oltre mille casi di contagio». A Gavardo «non c’è nemmeno la centralina di rilevamento dell’aria». SENZA CONTARE Montichiari, «dove ci sono dieci discariche autorizzate con 12 milioni di metri cubi di rifiuti, allevamenti intensivi con smaltimento dei reflui zootecnici e persistenti molestie olfattive - il parlamentare ha citato l’emblematico caso della scuola di Vighizzolo, evacuata nel 2016 per emissioni tossiche -. Con i reflui provenienti dal Garda, l’attuale presenza di depuratori per 226 mila abitanti equivalenti arriverà a 480 mila, praticamente più del doppio. Montichiari, con il suo record di discariche, ha stimolato l’indice di pressione e adesso si trova a gestire i reflui di tutta la sponda bresciana del Benaco: un controsenso». «È PARADOSSALE - ha proseguito il parlamentare M5S - sentire che sarebbe utile integrare l’irrigazione dei campi intorno al Chiese con gli effluenti del Garda, con il rischio che questo “esperimento“ porti ulteriori inquinanti sui campi: è un serpente velenoso che si morde la coda». Spostare i rifiuti dalla sponda gardesana al Chiese - sottolinea ancora Zolezzi - «richiama l’andazzo regionale, che vede l’importazione di 11,8 milioni di tonnellate di rifiuti speciali e di 900 mila tonnellate di soli fanghi di depurazione ogni anno in Lombardia, che gestisce gli escrementi di 20 milioni di italiani, praticamente il doppio degli abitanti. Un business sporco che va regolamentato e ridotto». Alberto Zolezzi non ha mancato di «bacchettare» l’Ats di Brescia: «Mancano nella maniera più assoluta i dati sanitari relativi ai Comuni interessati dall’opera di collettamento. Mancano, o vengono nascosti - ha incalzato il parlamentare-, riscontri puntuali oncologici ed uno studio epidemiologico completo del territorio già così stressato dal punto di vista ambientale». © RIPRODUZIONE RISERVATA

C.REB.
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