l'inchiesta

Incidente di Urago d'Oglio, l’automobilista ubriaco: «È vero, l’ho investito io»

di Mario Pari
Oggi l'interrogatorio di convalida del 50enne bosniaco di Rudiano arrestato per aver provocato l'incidente costato la vita al 77enne Guglielmo Marini di Palazzolo
Il punto in cui è avvenuto il terribile incidente la sera di Pasquetta: nell’investimento è morto  Guglielmo Marini
Il punto in cui è avvenuto il terribile incidente la sera di Pasquetta: nell’investimento è morto Guglielmo Marini
Il punto in cui è avvenuto il terribile incidente la sera di Pasquetta: nell’investimento è morto  Guglielmo Marini
Il punto in cui è avvenuto il terribile incidente la sera di Pasquetta: nell’investimento è morto Guglielmo Marini

Ci sarà un momento in cui potrà fornire la propria versione dei fatti. Di quanto accaduto in quei terribili istanti, quando la sua auto non ha lasciato scampo Guglielmo Marini, 77 anni, di Palazzolo. Ma qualcosa sarebbe già emerso. Non una ricostruzione completa di quanto accaduto, ma un’ammissione che non lascerebbe dubbi. Anche se questi, in realtà, sembrano essere davvero pochi sull’incidente avvenuto quando mancavano poche decine di minuti alla fine di Pasquetta, dei rientri, delle festività. Un’ammissione quindi in cui il cittadino bosniaco arrestato dai carabinieri del Radiomobile di Chiari, conferma le proprie responsabilità: «Sì, sono stato io». Ed è facile intuire quale fosse la domanda, sempre che in questi casi ne serva una. Ma, altrettanto evidente è che essendo un’indagine in una fase embrionale, altro rimarrà da chiarire, da accertare per fare luce sull’investimento costato la vita a Guglielmo Marini. Anche la giornata di ieri ha però registrato un passaggio importante negli accertamenti sulla morte del 77enne di Palazzolo sull’Oglio.

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È stata eseguita l’autopsia e quindi è legittimo ritenere che nei prossimi giorni verrà celebrato il funerale dello sfortunato 77enne. Una persona che si è trovata al posto sbagliato nel momento sbagliato e che vedrà la comunità palazzolese stringersi attorno a tutti i familiari. Il passaggio formale necessario è però, al momento, quello dell’autorizzazione alla sepoltura, a cui deve procedere la procura. Tutto ciò per quanto riguarda l’estremo saluto a Guglielmo Marini. Ma nella vicenda c’è anche un’altra persona coinvolta e si tratta di colui che l’ha investito. Si tratta del 50enne bosniaco, residente a Rudiano, che quella sera, quando mancava circa un’ora alla mezzanotte l’ha investito scaraventandolo nel canale. Quando i carabinieri sono arrivati alla sua abitazione era rincasato da alcune ore. Un lasso di tempo che si è però rivelato insufficiente per fare in modo che svanissero le tracce di alcol nel sangue. E il responso degli accertamenti, condotto per la prima volta in provincia di Brescia sulla base del nuovo protocollo, è stato impietoso: un livello quattro volte superiore a quello previsto dalla legge. Quindi l’ammissione: «Sì, sono stato io». Ma ad inchiodarlo c’era anche quell’auto che stava guidando, che ha investito e i cui rottami sono stati trovati dal radiomobile di Chiari. Poco lontano, nel canale, il cadavere. •.