La puzza di Torbole come una belva feroce

L’appello del sindaco di Torbole Casaglia è lanciato e la parola d’ordine, categorica e impegnativa per tutti, è una sola: fiutate! Nel paese attanagliato dai misteriosi miasmi di arcani fetori, puzze di probabile origine industriale, è con l’olfatto che si dovrà scoprire la fonte ignota che ammorba l’aria e che «senza l’aiuto dei cittadini - così dice il sindaco - non potrà essere individuata». Perché il tavolo con Arpa e Ats è convocato, i tecnici sono sul terreno per le indagini tecniche, ma è il fiuto dei residenti l’arma segreta per capire da dove arrivi quel tanfo insalubre e sinistro. Un ritorno alle origini, ai primordi, all’alba dell’uomo, quando il fiuto era la vita, un’arma al pari di arco e frecce: saper distinguere a naso la presenza di un cervo (cibo!) da quella di un lupo (pericolo!) era per gli uomini primitivi questione di sopravvivenza. Ora servirà a scovare la fabbrica delle puzze, moderna bestia feroce.