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05.08.2020 Tags: Calcinato

«Le tombe storiche? Un diritto acquisito»

Le storiche tombe a piramide del cimitero di CalcinatelloIl particolare di una delle antiche sepolture
Le storiche tombe a piramide del cimitero di CalcinatelloIl particolare di una delle antiche sepolture

È servita una approfondita ricerca d’archivio per dimostrare che gli spazi occupati dalle tombe a piramide dei cimiteri di Calcinaltello e Calcinato - poco meno di 200 sepolture -, non sono degli abusi da sottoporre a tassazione. Formalmente il regolamento di polizia mortuaria del Comune le censisce come sepolture private, ed è per questo che tempo fa il Comune, affermando l’assenza di alcuna concessione, aveva convocato alcune delle famiglie interessate spiegando che avrebbero dovuto sottoscrivere una nuova concessione onerosa. Scavando invece nell’Archivio storico comunale e all’Archivio di Stato di Brescia, Dario Allegri ha riportato alla luce numerosi documenti che attestano una realtà diversa. «La storia inizia verso la fine dell’800, quando c’era solo il cimitero di Calcinato in cui venivano sepolti anche i defunti di Calcinatello - spiega Allegri -. Poi, nel 1895 un gruppo di capifamiglia costituì la Commissione per la costruzione del cimitero di Calcinatello, inviando un’istanza al consiglio comunale, corredata da relazione e disegno planimetrico». Nel frattempo era avvenuta la donazione dell’area necessaria fatta da Pietro Mazzoni, e dopo il sì del consiglio arrivò anche un sussidio di 1.500 lire per sostenere le spese di allestimento. «Il 3 settembre 1897 - prosegue Allegri - il prefetto autorizza l’inizio delle inumazioni; il 20 gennaio 1899 muore Mazzoni, e la figlia Giulia dona l’area al Comune, e per 12 anni, dal 3 settembre 1897 al 14 gennaio 1909, data della donazione, il mappale 4465 sub/a sul quale è stato costruito il cimitero di Calcinatello rimane censito al catasto come proprietà della famiglia Mazzoni». «DA SUBITO vi furono richieste di poter erigere nel cimitero monumenti di famiglia; nei documenti degli archivi risultano numerose le tombe a piramide realizzate nei primi anni del ’900, cioè prima dell’atto di donazione al Comune, nei quali trovarono sepoltura anche alcuni protagonisti della costruzione. È sulle stesse richieste presentate in marca da bollo - sottolinea - che in calce, scritte e firmate a pugno dal podestà o dal commissario prefettizio, sono state rilasciate le concessioni riportando anche la tassa di concessione versata e il numero della reversale di cassa». E la presunta inesistenza in Comune di alcun atto o documento di concessione per le tombe a piramide, più volte dichiarata anche dalla giunta? «È probabilmente dovuta a ricerche incompiute e risulta ora infondata: l’assenza di tali documenti anche tra le famiglie è da collegare al fatto che veniva rilasciata ai richiedenti solo la reversale di cassa per il pagamento della tassa di concessione riportata sul documento, ma non la copia della domanda presentata con in calce la risposta “visto, si accorda la chiesta concessione previo versamento della tassa comunale”». Insomma: i documenti ritrovati sembrano far tramontare ogni ipotesi di occupazione abusiva di queste tombe, «occupazioni mai eccepite dalle amministrazioni precedenti che si sono alternate negli ultimi cento anni» evidenzia Allegri. •

Flavio Marcolini
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