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16.02.2019

Digestori? Lontano dai campi

Biodigestori: Leno  chiede alla Regione di tutelare le campagne
Biodigestori: Leno chiede alla Regione di tutelare le campagne

Formalmente in questo momento i due progetti sono congelati, ma Leno ha opposto comunque un doppio «no» a ogni ipotesi di consumo di terreno agricolo per la costruzione di biodigestori. Impianti di cui da queste parti si parla da tempo: uno è stato ipotizzato a Castelletto e uno all’altezza della cascina Levante, sempre per il trattamento della forsu (la frazione organica dei rifiuti solidi urbani) attraverso il compostaggio e la digestione anaerobica. All’insegna del prevenire è meglio che curare, gli amministratori locali, in particolare la sindaca Cristina Tedaldi e l’assessore all’Ambiente Rossella de Pietro, hanno deciso di coinvolgere il consigliere regionale del Pd Gianantonio Girelli. Che ha presentato una interpellanza al presidente del consiglio regionale perché, appunto, questi impianti siano proibiti in aeree a elevata valenza agricola. Il Piano regionale dei rifiuti e delle bonifiche esclude già la realizzazione di qualsiasi impianto su aree individuate come agricole dagli strumenti urbanistici locali, con l’eccezione però di quelli per il compostaggio aerobico e la digestione anaerobica. Anche l’assessore all’Agricoltura Fabio Rolfi aveva pubblicamente ammesso che questa «svista» si potesse correggere, e l’interpellanza va proprio in questa direzione, non solo per il caso di Leno. «Capita che ci sia unanimità politica rispetto ad alcuni temi, ma poi le normative lasciano margini perché l’apparato amministrativo proceda in modo diverso - ha affermato ieri Girelli -. Ci vorrebbe il coraggio di una pianificazione generale che individui aree adatte a questi impianti, che potrebbe riqualificare e recuperare zone degradate salvaguardando invece quelle a vocazione agricola». Intanto la richiesta del secondo digestore è stata ritirata perché la Provincia, accogliendo le osservazioni del Comune, ha chiesto la Via, la valutazione di impatto ambientale che avrebbe probabilmente messo in luce molte criticità. L’altra è sospesa, ma Tedaldi e De Pietro continueranno la loro battaglia contro l’ipotesi di cementificare 30 mila metri quadrati con la falda a soli 50 centimetri di profondità. •

M.MON.
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