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29.06.2020

Lo chaffeur di casa Savoia primo italiano «abilitato»

La prima donna italiana patentata
La prima donna italiana patentata

La prima vera normativa nazionale riguardante le automobili in Italia è quella del Regio Decreto 416 del 28 luglio 1901, 51 articoli contenenti tutte le norme relative alla «circolazione delle automobili sulle strade ordinarie». L’ARTICOLO 12 prevedeva che chi voleva condurre un’automobile doveva essere munito di apposita licenza da richiedere al Prefetto e svolgere una prova presso l’Ufficio del Genio Civile, che, se superata, permetteva l’ottenimento della licenza. Il libretto era corredato dalla fotografia e dalla firma del conduttore, con lo spazio sufficiente ad annotare le eventuali contravvenzioni. Già allora veniva sancito l’obbligo di avere sempre con sé il «libretto di licenza» per esibirlo ad ogni richiesta degli agenti della forza pubblica e di tutti gli incaricati della polizia stradale in caso di controllo. IL PRIMO ITALIANO ad ottenere la patente nel 1901 fu il torinese Bartolomeo Tonietto, detto Alberto, celebre chaffeur di casa Savoia. La prima donna, invece, fu Ernestina Luisa Macchia Prola, anche lei torinese, originaria di Exilles in Valsusa, alla quale fu rilasciato il «certificato di idoneità a condurre automobili con motore a scoppio» il 5 giugno 1907. Ebbe una carriera come pilota e guidò l’auto fino a 78 anni.

C.REB.
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