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15.01.2018

Meningite a
Ghedi, grave un
bimbo di 3 anni

Meningite a Ghedi, grave un bimbo di 3 anni
Meningite a Ghedi, grave un bimbo di 3 anni

Un bambino di 3 anni di Ghedi è ricoverato nel reparto di rianimazione pediatrica dell’ospedale di Brescia per una forma di sepsi meningococcica, l’infezione comunemente denominata meningite. Le condizioni del piccolo paziente sono stazionarie, ma ancora gravi. Nel paese della Bassa è scattato lo stato di allerta sanitaria per scongiurare ogni più remoto rischio di diffusione del batteri. IL PERSONALE del pronto soccorso di Manerbio - circa 15 persone in tutto - entrato inizialmente in contatto con il piccolo paziente è stato sottoposto a chemioprofilassi a base di Ciproxin, antibiotico particolarmente efficace nel contrastare il meningococco che provoca la meningite. Anche ai familiari del bimbo sono stati somministrati antibiotici. Ai 110 bambini che frequentano la scuola materna del piccolo colpito dall’infezione è stata prescritta invece una cura a base di sciroppo. Complessivamente la campagna di profilassi coinvolge 160 persone. La Ats sta attuando le procedure standardizzate sotto la stretta sorveglianza della Regione. Sulla scorta degli esami diagnostici, le autorità sanitarie decideranno se continuare, ampliare o sospendere la profilassi. Non ci sono dubbi sulla diagnosi, l’esito della rachiocentesi (esame del liquido spinale) ha chiarito la natura dell’agente patogeno. Scartata l’ipotesi virale, è ormai assodato che si tratti un’infezione batterica da meningococco, anche se bisognerà attendere i riscontri delle colture per tipizzare il germe responsabile dell’infezione, che nelle meningiti non sempre si riesce ad isolare. Il bimbo aveva manifestato un leggero rialzo febbrile e una leggera congestione delle vie aeree. I genitori avevano pensato ad una banale influenza, ma con il passare delle ore la febbre ha raggiunto i 40 gradi, provocando convulsioni. Il piccolo è stato portato al pronto soccorso di Manerbio dove i pediatri, con straordinaria professionalità, hanno capito subito di trovarsi davanti a un caso di meningite, e sabato hanno disposto il trasferimento del paziente al Civile. Bisognerà attendere il decorso clinico delle prossime ore per capire se il bimbo ha reagito alle terapie uscendo dalla fase acuta dell’infezione e per sciogliere la prognosi. Sabato sera sono state contattate le famiglie dei compagni di classe del bimbo colpito da meningite, e ieri mattina l’allerta è stata estesa agli altri piccoli che frequentano la materna parrocchiale «Canossa». Nel pomeriggio di ieri l’Ats ha concluso la somministrazione della profilassi. Non sono mancate le critiche di alcune famiglie alla gestione dell’emergenza, soprattutto sul piano della tempestività e della chiarezza delle informazioni. Un atteggiamento dettato anche dalla fisiologica apprensione legata ai rischi del contagio. La Regione ha allertato su tutto il territorio i medici di base, i pronto soccorso ordinari e pediatrici, il Servizio assistenza continuata, la rete dei medici di famiglia e il 112. L’obiettivo è di mantenere alto il livello di attenzione sui sintomi «sentinella» della meningite acuta, le cui percentuali di guarigione completa sono direttamente proporzionali alla precocità della diagnosi. «La situazione risulta monitorata e sotto controllo - si legge in una laconica nota dell’Ats -. Siamo a disposizione per incontri informativi a scuola. A disposizione c’è anche il numero verde 800777346 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 16». • C.R. PR. Ha collaborato Valerio Morabito

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