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21.05.2020

Mercati rionali,
ripartenza tra
le proteste

A causa del limite di un cliente per banco inizialmente a Palazzolo si sono create lunghe fileGli ambulanti hanno boicottato per protesta il primo mercato post Covid-19 a CarpenedoloA Palazzolo gli agenti vigilano sul rispetto delle misure di sicurezzaFederica Faccio di MontichiariIl titolare della rosticceria Pari
A causa del limite di un cliente per banco inizialmente a Palazzolo si sono create lunghe fileGli ambulanti hanno boicottato per protesta il primo mercato post Covid-19 a CarpenedoloA Palazzolo gli agenti vigilano sul rispetto delle misure di sicurezzaFederica Faccio di MontichiariIl titolare della rosticceria Pari

Un mercato «spezzatino» indigesto. Al punto da spingere gli ambulanti ad una protesta clamorosa. Dopo aver inscenato un flash-mob nell’area di via Papa Giovanni da dove sono stati sfrattati per motivi di sicurezza sanitaria, hanno boicottato la prima sessione del mercato post emergenza Coronavirus di Carpenedolo. I clienti arrivati nell’area dello stadio «Mundial ’’82» - la nuova location dei banchi scelta dal Comune - hanno trovato il deserto come ai tempi della pandemia. Nella bufera è finito sopratutto il doppio turno che impone agli ambulanti di prodotti alimentari di esporre la merce dalle 14 alle 19. «NON SI PUÒ VENDERE il pesce fritto o il polloarrosto nel pomeriggio», hanno sintetizzato gli esercenti. Alla manifestazione di protesta hanno aderito praticamente tutti i commercianti che animano da anni lo shopping a cielo aperto del mercoledì. «Mercato in sicurezza tutti insieme» e «Mercato sicuro insieme» sono stati alcuni degli slogan esposti sui cartelli esposti dagli ambulanti provenienti dalla provincia di Brescia e di Mantova. Con mascherine e guanti, rispettando la distanza di sicurezza, hanno esternato i loro malumori per una scelta che rischia di compromettere gli incassi. «Siamo da 70 giorni in casa senza prendere un euro – spiega Federica Faccio, ambulante di Montichiari – e ora la ripartenza viene ostacolata da un’ordinanza incomprensibile. Eppure, invece di dividerci tra mattina e pomeriggio e farci spostare in via Verga, sarebbe bastato organizzarsi meglio nell’ampio viale Papa Giovanni XXIII. È come se fossimo degli invisibili». Federica Faccio critica anche la forma del provvedimento: «Abbiamo scoperto di dovere fare i turni dai social». Sulla stessa lunghezza d’onda della commerciante di Montichiari i colleghi. «Nel pomeriggio non viene nessuno – confermano i titolari della pescheria e rosticceria Pari – e in questo modo perdiamo i clienti che hanno prenotato il pranzo. In più finiremmo di smontare tutto intorno alle 19 e la mattina seguente, alle 4, dovremmo organizzarci per un mercato in un altro paese. La sicurezza può essere garantita lungo viale Papa Giovanni XXIII. È sempre stato il mercato più bello. Se il sindaco non vuole assumersi la responsabilità è meglio che cambi lavoro». «In 60 anni di mercato, tra mio padre ed io –rimarca Stefano Lucchetti che vende frutta e verdura – non si era mai vista una cosa del genere. Un problema che non esiste in altri mercati della zona». «QUESTA DECISIONE è paradossale – sostiene Mauro De Monte di Volta Mantovana – perché da un lato si pretende di avere maggiore sicurezza e dall’altro si costringe il cliente ad uscire due volte al giorno. Una volta per acquistare vestiti e l’altra per il cibo». Ieri pomeriggio una delegazione di ambulanti è stata ricevuta dal sindaco Stefano Tramonti. Nel faccia a faccia è emersa la volontà del Comune di «trovare 20 volontari per far svolgere il mercato in sicurezza in viale Papa Giovanni XXIII». Un modo per non far cadere sul sindaco, prima autorità sanitaria locale, nessuna responsabilità. Se non si troveranno i volontari, il mercato sarà sospeso. «Abbiamo preferito – ha spiegato Federica Faccio – rinunciare a uno spezzatino che rende insostenibile il rapporto tra costi e incassi». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Valerio Morabito
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