«Messo alla gogna, ma io non sono un fascista»

Il candidato Stefano Sala
Il candidato Stefano Sala
Il candidato Stefano Sala
Il candidato Stefano Sala

La lista «Vivere Capriano e Fenili» non è stata ricusata. Stefano Sala resta ufficialmente in corsa per la poltrona di sindaco. Sabato il candidato alla guida di una civica che strizza l’occhio alla Lega era stato investito da una bufera mediatica per le sue presunte simpatie per il fascismo. Il caso era stato sollevato dall’Anpi di Brescia che aveva sbandierato una serie messaggi postati sulla pagina Facebook da Stefano Sala e una foto che in un «clima palesemente goliardico», come afferma il candidato sindaco, lo vede seduto davanti a una tazza raffigurante il Duce nell’atto del saluto romano. «Siamo di fronte a una caccia alle streghe scattata ad orologeria - afferma Sala -. Sono stato sottoposto a una gogna mediatica non appena si è diffusa la notizia della mia candidatura. Non sono un nostalgico e chi mi conosce può testimoniarlo. Sono state manipolate e stravolte alcune mie considerazioni fatte in periodi diversi, anche lontani nel tempo e in particolar modo strumentalizzata una mia valutazione poco lusinghiera nei confronti dell’atteggiamento dell’attuale Governo riguardo le restrizioni delle libertà personali durante il periodo del Covid-19 e nella ricorrenza del 25 Aprile». In quell’occasione Sala aveva affermato che «visto il modus operandi del Governo ritengo che la canzone adatta per il flash mob sui balconi sia: Battaglioni, non Bella ciao...». Stefano Sala spiega che il post era diametralmente opposto al significato che qualcuno ha voluto fargli assumere. «Tali restrizioni, a mio parere, rimandano a quel triste periodo della nostra storia, dove le libertà personali erano molto limitate». I post incriminati erano stati cancellati «ma evidentemente qualcuno li ha conservati e custoditi per usarli contro di me quando ho deciso di candidarmi. Io non sono mai stato fascista, nè nostalgico - rimarca Sala -: erano considerazioni sono state postate in un periodo in cui non avevo ruoli politici e certamente, dal momento che ora ho una responsabilità importante, non mi lascerei più andare a queste provocazioni nel rispetto del ruolo e dei cittadini che andrei a rappresentare». Il candidato sindaco di Capriano incalza: «La mia storia personale è quella di un sincero e convinto democratico e chi mi vuole infangare tramite meschine manipolazioni lo fa soltanto per tentare di fermare la mia campagna elettorale». Ma l’Anpi non è certo intenzionato a lasciare cadere la cosa. Il presidente Lucio Pedroni ha chiesto agli altri due candidati sindaco di porre «alla Prefettura la discriminante antifascista e ha invitato Matteo Salvini, immortalato in alcuni selfie proprio accanto al candidato sindaco di Capriano, di chiarire la posizione del partito». L’Anpi ricorda tra l’altro che l’apologia del fascimo resta un reato». Nel frattempo però la lista di Sala non è stata ricusata. Saranno dunque gli elettori a valutare anche la portata e il peso di quei post. •

Valerio Morabito

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