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14.08.2019

«Aeroporto, l’operazione rilancio è il solito miraggio di Ferragosto»

Il sindaco Marco Togni
Il sindaco Marco Togni

È come se ci fossero due realtà parallele, due mondi contrapposti che convivono all'interno dell'aeroporto di Montichiari. Da un lato la desolazione che caratterizza ormai da anni lo scalo e dall'altro le continue promesse di rilancio e di investimenti. Così gli ennesimi progetti del piano industriale della Catullo incassano lo scetticismo degli amministratori locali. Cifre e numeri, tra l'altro, anticipati da mesi, rispolverati nei giorni scorsi. Si tratta di 101 milioni di investimenti in vista di una riqualificazione che punta all'allungamento della pista di oltre 460 metri. Una scelta finalizzata (almeno sulla carta) ad intercettare i cargo internazionali. Sono operazioni complesse, che stando alla road map indicata dagli attuali gestori dello scalo bresciano proseguiranno anche dopo il 2020. È da questa data che inizierà il secondo step. Quello più complesso, perchè è stato progettato l'ampliamento della pista di 240 metri. In questo caso sarà necessario ridisegnare il tracciato della strada provinciale 37. L’opera prevede un sottopasso e per questo motivo dovrà superare la Valutazione di impatto ambientale. Nella seconda tranche di lavori per l'ampliamento dello scalo è prevista la costruzione di uno stock magazzini per la merce dei cargo e un’estensione del piazzale della pista. Questi sono i progetti sulla carta. Dall'altro lato, invece, c'è la realtà con la Dhl che ha ripreso un volo cargo serale (Zagabria-Montichiari-Lipsia) che si è già interrotto il 9 agosto. Adesso l'obiettivo è avviare definitivamente (e non più a singhiozzo) l'attività di esportazione ed entro fine anno quella di importazione. Sembra invece tramontata la partnership con l’India. L'ufficio commerciale di una newco controllata da una nascente compagnia aerea con sede legale a Chandigarh aperto un anno fa all'interno dell'aeroporto è in stallo. La Topjets Worldwide, che ad inizio anno ha sondato il terreno anche nello scalo di Trapani, da settembre dovrebbe avviare un volo tra Brescia e Londra. Ma in realtà da queste parti tutto sembra tranne che questa compagnia possa spiccare il volo da Montichiari. Il sito internet, per esempio, è scomparso e su alcuni portali specializzati nei voli aerei c'è perplessità su una compagnia «che prima doveva operare con l'airbus A340/500 e poi successivamente con B737 Classic». Il piano di rilancio lascia freddo il sindaco di Montichiari. «Sono le solite esternazioni ferragostane della proprietà - afferma Marco Togni -. La pubblicazione del piano di sviluppo aeroportuale è un atto dovuto e, soprattutto, rappresenta una prescrizione per mantenere la concessione. In altre parole la presentazione del piano era dovuta già da molti anni, come lo sviluppo tanto atteso e mai arrivato. Ci fa sorridere che si abbia ora il coraggio di presentare un piano con appena 900 mila passeggeri in 10 anni. Dalla Catullo a fallimentare gestione Save, non ci aspettiamo nulla di buono, serve una soluzione adesso e come sindaco ritengo sia necessario offrire una chance allo scalo monteclarense e questo può essere fatto solamente andando in gara ad evidenza internazionale». TOGNI LANCIA dunque un appello alla Regione Lombardia, alla Provincia di Brescia, «ma anche agli amici veronesi e non per ultimo, anzi, al Ministero dei Trasporti perché intervenga in maniera risoluta per risolvere definitivamente la situazione dello scalo». •

Valerio Morabito
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