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15.05.2019

C’è un nuovo progetto La strada dei cavatori si rimette in movimento

L’aspetto attuale della strada dei cavatori
L’aspetto attuale della strada dei cavatori

La grande incompiuta di Montichiari torna a muoversi, e anche se è presto per facili ottimismi, potrebbe finalmente, prima o poi, alleggerire il peso del traffico pesante sulla viabilità normale. Parliamo della strada dei cavatori, e della Provincia che sta analizzando una potenziale modifica del progetto per ultimarla. Il collegamento mai completato, che dovrebbe ridurre il traffico della tangenziale e delle strade comunali deviando i camion diretti alle discariche, dovrebbe subire una modifica sostanziale. Le novità previste per l’opera, in carico a cavatori e gestori dei siti di smaltimento che operano nell’Ate 43 di Vighizzolo (lo dice la convenzione stipulata con il Comune di Montichiari)? «Il tracciato proposto ripercorre quello preesistente, ma potenziandolo in termini dimensionali. E inoltre si introduce un’innovazione nell’ultima parte a Nord, in modo da rendere più fluido il traffico dei camion. Quindi - sta scritto nei documenti del Broletto - vengono introdotte quattro nuove rotatorie (in totale sei) funzionali agli accessi in sicurezza agli ambiti estrattivi». Chissà che non sia la volta buona. La strada dei cavatori rimasta a metà era nata su un progetto esecutivo risalente all’ormai lontano 1993. L’anno scorso, il Consiglio di Stato aveva respinto il ricorso presentato dai proprietari dei fondi di Vighizzolo che avevano impugnato l’accordo quadro tra Comune e titolari di attività di escavazione. Un ricorso rivolto anche al presidente della Repubblica e che era stato ritenuto «inammissibile», perché le aree al centro della contesa erano già state oggetto di un contratto preliminare di vendita sottoscritto proprio dai ricorrenti. INTANTO alcuni impianti di smaltimento hanno esaurito la loro capacità, mentre ciò che è stato costruito del tracciato alternativo è abbandonato. Come denunciato da Bresciaoggi, all’altezza della Gedit sono accatastate da tempo lastre di cemento amianto, sacchi di spazzatura e altra immondizia. Ma non è l’unico caso da segnalare: lungo il tracciato campeggiano anche cumuli di scarti edili abbandonati.

V.MOR.
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