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17.01.2020

Discariche,
la cintura verde
esce dal limbo

C’è da sperare che a questo alberello se ne affianchino altri
C’è da sperare che a questo alberello se ne affianchino altri

Se i protagonisti dell’intesa mai attuata avessero rispettato gli accordi, e quindi anche i tempi, oggi probabilmente ci sarebbe davvero una barriera vegetale a fare da schermo e a «cambiare l’aria» attorno alle tante discariche esistenti a Montichiari. Invece, la quasi dimenticata operazione di mitigazione ambientale è rimasta sul tavolo (o meglio sotto il tavolo) per quasi trent’anni. Una storia all’italiana, insomma, che però potrebbe finalmente sbloccarsi.


LE PREVISIONI (chissà se saranno rispettate) dicono che la primavera dovrebbe veder arrivare i mini boschi rimasti un sogno. Lo scenario è stato disegnato durante la riunione che si è tenuta venerdì scorso in Provincia, a Brescia, e dedicata appunto alla realizzazione della mitigazione ambientale nell’Ate 43 di Vighizzolo e nella zona cave. È stato un faccia a faccia tra tecnici del Broletto e del Comune di Montichiari e gestori di discariche e cave di Vighizzolo. Si è parlato insomma dell’effettiva realizzazione di una cintura verde fatta di alberi e cespugli rimasta in sospeso per via di rallentamenti burocratici e mancati controlli. L’ultima frenata all’operazione era stata imposta dall’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile che ha sollevato più di una perplessità sugli alberi, perché attirerebbero uccelli che potrebbero mettere a rischio i voli in partenza e arrivo dal vicino aeroporto D’Annunzio. Così l’ente ha chiesto di cambiare le specie previste, sostituendole con altre meno «attraenti» per l’avifauna, e ora il tavolo di lavoro dedicato all’operazione sta lavorando anche alla scelta botanica per allestire l’area cuscinetto contro odori e polveri. Nel frattempo il Comune sta continuando a premere perché la creazione delle barriere naturali avvenga in qualche mese. Appunto entro la primavera. Per questo il sindaco (con delega all’Ambiente) Marco Togni ha inviato una nota al tavolo di lavoro in cui ha chiesto esplicitamente di «stringere i tempi e di tenere in considerazione la precedente valutazione di impatto ambientale della Regione, in cui si chiede di mettere a dimora piante già sviluppate, ad alto fusto, per rendere subito efficace la mitigazione ambientale».

Valerio Morabito
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