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13.08.2014

Montichiari, le discariche rialzano la testa

L'invaso della discarica Padana Green. FOTO BLOG «NO-AMIANTO»
L'invaso della discarica Padana Green. FOTO BLOG «NO-AMIANTO»

La Edilquattro vuole ampliare il polo di smaltimento di inerti, la Systema Ambiente chiede una deroga alle scorie pericolose da trattare, Padana Green è pronta a tumulare vagonate di amianto, la DiMa propone di aumentare di un terzo la capacità di trattamento degli scarti speciali. La stretta del piano rifiuti varato dalla Regione per bloccare l'apertura di nuove discariche incombe e la filiera del «business dell'immondizia» ha lanciato un'offensiva estiva senza precedenti a Montichiari, ribattezzata la «pattumiera d'Europa». Nelle viscere di un territorio caratterizzato da 16 «necropoli di veleni» sono sepolti 11 milioni di metri cubi di scarti. Un modello in negativo che ha ispirato l'introduzione nel pacchetto normativo regionale del cosiddetto «fattore di pressione», un indice destinato ad impedire l'apertura di nuove discariche in zone già assediate dall'immondizia, come appunto Montichiari.
MA I RIFIUTI BLOCCATI alla porta, potrebbero ora entrare dalla finestra con richieste di ampliamento e modifiche alle convenzioni che godono della moratoria rispetto alle regole d'ingaggio introdotte dal Pirellone. Sarà forse solo una coincidenza, ma negli ultimi due mesi l'attività «burocratico-amministrativa» dei gestori delle discariche della capitale della Bassa non è mai stata così frenetica. L'ultimo iter autorizzativo aperto in ordine di tempo è una richiesta di ampliamento dell'impianto di trattamento di rifiuti inerti di Edilquattro, realizzato nella cava dismessa Bernardelli che attualmente ha una capacità di 871 mila metri cubi. La Valutazione di impatto ambientale è stata presentata in Provincia, ma sull'entità dell'«extra» in discussione non ci sono certezze.
La Systema Ambiente di Vighizzolo ha invece avanzato un'istanza di deroga dei criteri di ammissibilità dei rifiuti conferiti in discarica. In questo caso non si tratta di ritoccare al rialzo la quantità di materiale da smaltire, ma di ampliare il ventaglio di scorie pericolose da trattare. Per la società la deroga «esclude potenziali ricadute negative sull'uomo o sull'ambiente». A questo proposito è stata presentata alla Provincia un'analisi sui fattori di rischio. «L'impressione - osserva però il portale No Amianto, da sempre in prima linea nella battaglia contro le discariche - è invece che si vada delineando l'ennesima pericolosa situazione».
E, sempre restando a Vighizzolo, l'invaso, ovvero il bacino destinato a riempirsi di rifiuti a base di amianto della Padana Green, è ultimato. L'assessore regionale all'Ambiente, Claudia Terzi, ha recentemente ribadito le sue perplessità sull'apertura della discarica, ma il comitato Sos Terra e i residenti della frazione temono un blitz di Ferragosto.
IN PROVINCIA è stato intanto aperto l'iter autorizzativo per il poteziamento della DiMa, azienda in via Dugali Sera specializzata nel trattamento e recupero di rifiuti speciali non pericolosi. L'impianto trasforma gli scarti principalmente provenienti dall'attività di costruzione e demolizione in granulari da riutilizzare in lavori edili quali sottofondi stradali, riempimenti di piazzali o capannoni, preparazione piani di posa per pavimentazioni in asfalto o calcestruzzo. Ad oggi - si legge nella documentazione presentata al Broletto - tratta 150 mila tonnellate l'anno, con l'ampliamento ne verranno aggiunte altre 90 mila per un aumento del 60%. L'area dello stabilimento sarà allargata da 7.855 a 25.620 metriquadri. «Nel progetto - argomenta No Amianto -, si afferma che il livello di emissioni oggi autorizzate non subirà modifiche. Ora, visto che l'attività di trattamento rifiuti aumenterà di 90 mila tonnellate l'anno, anche un bambino può capire che è impossibile che le emissioni rimangano uguali a prima. Fra l'altro nella richiesta alla Provincia non viene fatto cenno ad un potenziamento della raccolta delle acque meteoriche che bagnano i rifiuti». La preoccupazione dei residenti è anche legata all'impatto sul traffico visto che, una volta andato a regime il nuovo corso attorno alla DiMa, graviteranno ogni giorno dai 40 ai 64 mezzi pesanti.N.S.

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