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20.04.2019

Troppo «profumo» dal garage Un coltivatore di erba nei guai

La coltivazione di Cannabis allestita nel garage di MontichiariI tubi per l’aerazione della coltivazione clandestina
La coltivazione di Cannabis allestita nel garage di MontichiariI tubi per l’aerazione della coltivazione clandestina

La sua coltivazione era ben nascosta dagli sguardi indiscreti, tutta concentrata in locali chiusi. Chiusi ma non ermetici, e così è stato l’intenso odore prodotto dalle tante piante di Cannabis indica concentrate in uno spazio non troppo ampio a rendere percepibile l’attività dell’ennesimo «coltivatore diretto» finito nei guai. Questa volta alla Fascia d’Oro di Montichiari. È STATO scoperto nelle ultime ore dagli agenti della polizia locale, alle prese con un garage e un appartamento trasformati in una serra attrezzata e in uno spazio per la lavorazione e il confezionamento della droga leggera. Unico gestore del laboratorio un 43enne monteclarense, che nella mattinata di giovedì è stato arrestato. Ad allertare la locale sono stati i residenti nella palazzina, che si trova a due passi dalla piazzetta della frazione: come detto, il profumo che sentivano non lasciava spazio a molti dubbi. L’operazione è stata attuata da più pattuglie: prima gli agenti hanno individuato l’appartamento del 43enne, che in quel momento era altrove, poi sono risaliti al garage. Che era diventato una serra, dotata di un sistema di aerazione e ventilazione e di lampade speciali in grado di surrogare il Sole nella crescita delle piante. L’appartamento e la rimessa sono di proprietà del 43enne, che secondo la polizia ha dei precedenti legati al traffico di stupefacenti, ma lui non ci viveva: era residente con l’anziana madre a Brescia, e non poteva essere altrimenti, perchè se in garage era stata creata una serra, all’interno dell’abitazione c’era un impianto di riscaldamento particolare per fare germogliare più facilmente i semi; un investimento in attrezzatura che occupava spazio. Il produttore di erba era insomma ottimamente attrezzato, ma non aveva pensato all’olfatto dei vicini di casa; probabilmente non esperti ma neppure fessi. Così nella mattinata di giovedì è andato in scena il blitz, e dopo la scoperta fatta con una ricognizione esterna dei locali alla Fascia d’Oro, gli agenti sono andati ad arrestarlo a Castel Mella, nell’azienda per la quale lavora: a quel punto l’uomo, un operaio, ha dovuto consegnare le chiavi dell’appartamento perché potesse essere effettuata la perquisizione. Sulla «linea di produzione» c’erano 54 piante di Cannabis indica che si sarebbero trasformate in circa 6 chili di droga leggera, e a disposizione il materiale per il successivo confezionamento. Per il 43enne è scattato l’arresto per produzione di sostanza stupefacente destinata allo spaccio. Venerdì mattina la magistratura ha convalidato il provvedimento, e l’operaio si è visto applicare la misura cautelare degli arresti domiciliari in attesa del processo. •

Valerio Morabito
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