Notte di fuoco e paura. Incenerito uno store

Le fiamme divampate l’altra notte a Carpenedolo hanno devastato un magazzino e lo store gestito da imprenditori cinesi  I tecnici dell’Arpa hanno operato per ore per scongiurare fenomeni di inquinamento provocati dalla combustione
Le fiamme divampate l’altra notte a Carpenedolo hanno devastato un magazzino e lo store gestito da imprenditori cinesi I tecnici dell’Arpa hanno operato per ore per scongiurare fenomeni di inquinamento provocati dalla combustione
Le fiamme divampate l’altra notte a Carpenedolo hanno devastato un magazzino e lo store gestito da imprenditori cinesi  I tecnici dell’Arpa hanno operato per ore per scongiurare fenomeni di inquinamento provocati dalla combustione
Le fiamme divampate l’altra notte a Carpenedolo hanno devastato un magazzino e lo store gestito da imprenditori cinesi I tecnici dell’Arpa hanno operato per ore per scongiurare fenomeni di inquinamento provocati dalla combustione

Dopo la notte di fuoco e paura, una mattina di apprensione per le potenziali ricadute ambientali del pauroso rogo. Dopo 9 ore di mobilitazione dei tecnici dell’Arpa, l’allarme nube tossica è però rientrato. Sullo sfondo restano i danni del devastante incendio che potrebbero superare il milione di euro. Le fiamme sono divampate poco dopo la mezzanotte nel magazzino merci di un market gestito da orientali. Il fuoco, che ha fatto crollare il soffitto del magazzino, si è rapidamente propagato all’area di vendita e successivamente a una vetreria confinante. Teatro dell’incendio il complesso artigianale-commerciale di via Lodetti nella zona industriale di Carpenedolo. Le fiamme hanno incenerito lo store «Ni-Hao». Il rogo è partito dai locali di servizio dell’area stoccaggio merci, probabilmente da una cucina allestita dai titolari del market. Le fiamme alte dieci metri alimentate dai prodotti sintetici, come parrucche, accessori per la casa in plastica, peluche e cartolibreria hanno fatto esplodere i giochi pirici in vendita nel negozio. L’allarme è stato lanciato dai residenti della zona risvegliati di soprassalto dalle esplosione dei petardi e dei vetri: sul posto sono confluite nel giro di qualche minuto, dieci squadre dei Vigili del fuoco provenienti da Brescia, Desenzano e Castiglione delle Stiviere. I pompieri, con l’ausilio di un’autobotte si sono messi subito all’opera per spegnere l’incendio e in contemporanea impedire che le fiamme potessero propagarsi nei capannoni e nella vetreria confinanti. Le strutture oggi resteranno chiuse in attesa di ulteriori rilievi sull’agibilità. In via Lodetti sono intervenuti anche i carabinieri della stazione di Carpenedolo. In un primo tempo si è temuto che qualche persona fosse rimasta intrappolata nel magazzino, dove spesso i titolari lavoravano anche di notte per sistemare la merce. Fortunatamente l’area era deserta. I funzionari della polizia giudiziaria dei Vigili del fuoco hanno ispezionato l’immobile. Al momento viene esclusa la natura dolosa dell’incendio, ma le indagini proseguono. Gli accertamenti sono però ancora in corso: sotto la lent la copertura assicurativa contro gli incendi stipulata da pochi giorni. I gestori cinesi non sapevano dell’incendio e ieri mattina si sono presentati in via Lodetti per aprire il negozio, ma si sono trovati davanti uno scenario apocalittico. Sul luogo teatro del rogo hanno operato dalle 2 alle 10 i tecnici dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale. «Due squadre con il supporto di sofisticati sensori hanno monitorato controvento le emissioni sprigionate dall’incendio», spiega Fabio Cambielli direttore del dipartimento Arpa Brescia. L’attenzione si è naturalmente concentrata sui potenziali inquinanti prodotti dalla combustione di materiali plastici, fibre sintetiche e liquidi come vernici e smalti. I tester non hanno rivelato concentrazioni sopra la norma di acido solforico, ammoniaca e formaldeide. «Abbiamo contattato subito il sindaco di Carpenedolo nel caso fosse necessario varare qualche ordinanza specifica per tutelare la salute degli abitanti, ma fortunatamente non è stato necessario prendere alcun provvedimento», spiega ancora Cambielli. Come prassi l’Arpa si è occupata anche di tracciare lo smaltimento dell’acqua mista a schiuma ignifuga usata dai Vigili del fuoco finita nei canali di scolo della pioggia. Con il tempestivo supporto del gestore Acque Bresciane la massa di fluidi è stata dirottata nel depuratore. Non ci sono insomma stati problemi neppure su questo fronte. •.

Valerio Morabito

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