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19.10.2019

Onori per Ferrari giovane martire della Resistenza

Vincenzo Battista Ferrari
Vincenzo Battista Ferrari

Il Comune di Casteldelfino, nell’alta valle Varaita, in provincia di Cuneo, inaugura oggi, alle 10.30, la lapide posata sul municipio in ricordo dei quattro partigiani fucilati il 15 dicembre 1944. Uno dei martiri era di Orzinuovi: Vincenzo Battista Ferrari (Gianni il nome di battaglia), 19 anni, che fu barbaramente torturato la sera prima di essere fucilato dai fascisti della Monterosa. La storia dimenticata del partigiano Gianni è stata riportata alla luce grazie alla triennale indagine di Andrea Andrico, appassionato ricercatore Anpi e Aicvas e presidente della Sezione Anpi di Borgo San Giacomo, che è andato in Val Varaita sulle sue tracce dOggi Andrico sarà a Casteldelfino per la cerimonia di inaugurazione della lapide, accompagnando il fratello e la sorella ottantenni di Vincenzo Battista Ferrari, residenti a Orzinuovi. Partecipano alla cerimonia rappresentanze dei Comitati provinciali dell’Anpi di Brescia, di Cuneo e di Torino. VINCENZO Battista nacque da Francesco e Pierina Cattaneo a Ovanengo, frazione di Orzinuovi, il 10 luglio 1924. Dopo aver conseguito la quinta elementare, lavorava come meccanico quando, nell’agosto 1943, dovette rispondere alla chiamata straordinaria alle armi. Come migliaia di altri giovani italiani, non si presentò e venne così arrestato con l’accusa di diserzione. Nel novembre 1943 venne condannato e poi assolto, con la prescrizione di presentarsi al Reggimento di Fanteria di stanza a Milano. Ferrari si presentò al reparto designato, ma qualche giorno dopo, insieme a molti altri militari, lasciò la caserma raggiunse i partigiani della 15esima Brigata Garibaldi «Saluzzo» in val Maira e val Varaita. Di lui parla Aldo Allocco nel suo «Diario Partigiano» dove viene descritto come il «bresciano sempre allegro e gioviale stanco per le lunghe e massacranti marce negli spostamenti». •

R.CAF.
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