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24.02.2019

Accoglienza, Orzinuovi offre un racconto fatto di successi

La sede della Caritas di Orzinuovi
La sede della Caritas di Orzinuovi

«Voglio conoscere la storia di Orzinuovi. Ditemi quali autori e quali testi devo leggere». La richiesta-desiderio di Mariam è una conferma (di certo non la sola) del raggiungimento degli obiettivi del progetto di «interazione» (senza «g», non è un errore) che la Caritas diocesana ha avviato a Orzinuovi attraverso la cooperativa sociale Kemay di Brescia, delegata alla gestione dell’accoglienza. Mariam e Kassim, provenienti dal Malì, genitori di una bambina che oggi frequenta la scuola materna, sono due ex richiedenti asilo assegnati a Orzinuovi nel 2016, insieme a Nas e Joyce, nigeriani, che hanno un maschietto e una piccola nata a Capodanno. Nella capitale della Bassa occidentale hanno incontrato la disponibilità della parrocchia, della Caritas parrocchiale, del Comune, del Centro diurno e di tanti volontari pronti ad affiancare la coop. Kemay per la realizzazione dei progetti di accoglienza e impiego dei richiedenti asilo in lavori socialmente utili. DA PARTE loro, le due giovani coppie (mogli e mariti hanno un’età compresa tra i 21 e i 25 anni) si sono impegnate da subito per inserirsi nella comunità, imparando in breve tempo la lingua ed entrando a far parte del mondo del volontariato orceano. Le donne sono le custodi degli spogliatoi di calcio all’oratorio Jolly, ma adesso Nas deve badare alla piccola appena nata. Mariam, estroversa e determinata, ha già ottenuto il diploma di terza media ed è sempre in prima linea quando serve una mano nell’oratorio, a scuola e in parrocchia. Kassim e Joyce si sono messi a disposizione di Nuova Orceania, la partecipata del Comune che ha in gestione la manutenzione delle strade, e armati di pala e ramazza, affrontando un lavoro per loro del tutto nuovo per mesi hanno strappato erbacce e pulito marciapiedi, come e forse meglio degli stradini di un tempo. Sono anche diventati aiuto allenatori di Nino Almeoni, che guida il calcio giovanile del Jolly: un’attività che coltivano ancora nel tempo libero, anche dopo aver trovato lavoro a Orzivecchi, uno nel caseificio Giardino e l’altro in un’azienda agricola. Grazie all’occupazione fissa dei mariti, le due famiglie possono permettersi una casa in affitto e sono autonome. «Sono ormai inserite nella comunità con la quale hanno imparato a convivere comprendendo e adattandosi alle abitudini degli orceani - commentano i volontari della Caritas -. Hanno imparato per esempio - continuano ironizzando - che se si fanno le pulizie di casa alle prime luci dell’alba (entrambe le coppie hanno grande attenzione per la cura della casa), passando l’aspirapolvere mentre si ascolta la musica ad alto volume si disturbano i vicini, i quali perdono la pazienza e chiamano i carabinieri». I quattro ragazzi arrivati dall’Africa in cerca di un posto in cui vivere lontani da violenze e conflitti si sono ormai creati una rete di conoscenze e di rapporti con i «compaesani», dai quali sanno farsi apprezzare, perciò la Caritas ha avviato con la cooperativa Kemay un altro esperimento di «interazione», accogliendo a Orzinuovi un’altra giovane coppia: Josianne e Saint Pierre arrivano dal Camerun, e ora frequentano a Brescia i corsi di lingua organizzati dal Centro provinciale istruzione adulti. •

Riccardo Caffi
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