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26.07.2019

Due ruote di solidarietà Le biciclette abbandonate sono destinate all’Africa

Le biciclette ritrovate che finiranno in Africa
Le biciclette ritrovate che finiranno in Africa

Le hanno abbandonate, magari dopo averle rubate a qualcuno che non si è preoccupato di cercarle, e una volta trascorsi i tempi di legge le quindici biciclette di ogni tipo e marca, da uomo, donna e bambino, usate o quasi nuove, rimaste a lungo nel deposito della polizia locale di Orzinuovi prenderanno la strada del mare per arrivare in Africa, e regalare due ruote a chi finora non ha avuto altro che le proprie gambe per spostarsi. Sono state tutte ritrovate e sono ferme da un anno nel cortile accanto all’ufficio della locale, assalite da polvere e ragnatele perché nessuno ne ha denunciato il furto o lo smarrimento. «Secondo le statistiche l’80% dei furti di biciclette non viene denunciato - ricorda il comandante Vittorio Paloschi - e per gli agenti è molto difficile risalire al proprietario». Anche da queste parti i ladri di bici abbondano e non sono pochi i residenti derubati, e magari pluriderubati. Però, appunto, le denunce presentate sono relativamente poche. Forse un giorno verranno posate delle rastrelliere pubbliche dalle quali prelevare a pagamento una due ruote, ma per adesso i furbi si appropriano semplicemente del mezzo altrui e se ne liberano quando a loro non serve più. «TRASCORSO un anno, i pezzi in deposito nel magazzino del municipio sono diventati di proprietà del Comune - continua il comandante -, e il sindaco Gianpietro Maffoni ha accolto la richiesta della Caritas di Orzinuovi di spedirle in Africa». Ogni anno, all’inizio dell’autunno, i volontari del paese inviano alle missioni un container nel quale sono stivati generi alimentari, capi di vestiario e, questa volta, anche city e mountain bike di diverso «spessore». L’operazione è coordinata dalla missionaria madre Tina Baiguera, superiora delle suore Canossiane, che provvede a smistare i preziosi aiuti in alcuni dei villaggi più poveri e privi di servizi del Congo e del Togo. In attesa della partenza, il grande cassone viene parcheggiato sotto il portico della cascina Fenil Decio e qui Paolo Alghisi, con l’aiuto di molti giovani volontari, provvede a sistemare gli aiuti forniti dalla generosità dei compaesani.

R.C.
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