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31.03.2019

Orzinuovi fa l’inchino agli «Statuti» ritrovati

Uno dei luoghi storici di Orzinuovi: la Rocca
Uno dei luoghi storici di Orzinuovi: la Rocca

Si è vissuto un sabato speciale ieri a Orzinuovi, all’insegna della storia e della curiosità. Il Comune ha presentato e messo a disposizione della comunità gli «Statuti» dell’anno 1341 rimessi a nuovo dal restauro condotto dalla bresciana Laura Chignoli. «Nel 1341, durante il dominio di Giovanni e Luchino Visconti - ricorda l’assessore alla Cultura Michele Scalvenzi -, vengono concessi alla comunità di Orzinuovi gli Statuti, ovvero un insieme di leggi e regolamenti che organizzano la vita politica e civile. Il manoscritto originale si trova nell’Archivio di Stato di Brescia ed composto da 33 fogli in pergamena, contenenti 229 “capitoli”». È INVECE in possesso del Comune, conservata nel palazzo del municipio, la copia cinquecentesca della carta costituzionale orceana, quella appunto fresca di restauro, frutto del lavoro di copiatura concluso nel 1546 da don Giovanni Maria delle Chiavi. Gli Statuti viscontei, redatti nella lingua dotta del tempo, il latino, vennero infine tradotti nel 1860/61 dal parroco don Francesco Perini, che curò anche la rilegatura delle pergamene. «Come fonte del diritto per eccellenza, gli Statuti traducevano in rubriche scritte le consuetudini, i “brevia” e le “leges”, disponendo una regolamentazione originale per nuovi rapporti giuridici assurti a una certa rilevanza sociale - continua Scalvenzi -. Quelle norme rappresentano per noi oggi un inestimabile patrimonio storico e culturale, che deve essere conservato e trasmesso nel tempo, in quanto frammento significativo della storia civile di Orzinuovi, della comunità e della gestione dei rapporti e del territorio». La copia restaurata è conservata in municipio, dove può essere vista ma non consultata. Chi volesse leggere e approfondire i 229 capitoli trecenteschi può comunque utilizzare l’intera opera scannerizzata conservata nell’ufficio Cultura del Comune. Gli Statuti sono stati presentati nella sala consiliare, durante un incontro organizzato in collaborazione con la restauratrice e con Elisabetta Fusar Poli, docente di Storia del Diritto europeo dell’Università degli Studi di Brescia, che negli anni scorsi ha approfondito gli antichi regolamenti lavorando a una tesi di laurea a tema. •

R.C.
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