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14.09.2019

Picchiò un carabiniere: assolto

Aggredì un sottufficiale  al posto di blocco: assolto dalla Cassazione
Aggredì un sottufficiale al posto di blocco: assolto dalla Cassazione

La testimonianza di due carabinieri non è bastata a far condannare un 38enne calabrese accusato di resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Ribaltando i verdetti dei due primi due gradi di giudizio la Cassazione ha assolto un operaio calabrese originario di Siderno che aveva aggredito il maresciallo di Orzinuovi a un posto di blocco. Di fronte alla richiesta della pattuglia di mostrare i documenti - stando alle risultanze dei primi due processi -, il 38enne era andato in escandescenze e dopo una serie di insulti ai militari si era scagliato contro il maresciallo dei carabinieri. A causa della colluttazione il sottufficiale era finito al pronto soccorso, dove era stato medicato e dimesso con una prognosi di otto giorni. L’artigiano calabrese era stato condannato a nove mesi. I legali hanno fatto ricorso in Cassazione che ha riformato la sentenza di appello assolvendo l’imputato. Nella decisione dei supremi giudici hanno pesato alcuni aspetti squisitamente giurisprudenziali, ma anche quella che la Cassazione ha definito «carenza di elementi probatori». In sostanza non la ricostruzione dei fatti dell’aggressore sono stati messi sullo stesso piano di quella dei componenti della pattuglia dei carabinieri. Decisivo tuttavia, è stato l’accoglimento dell’istanza della difesa che aveva sollevato la mancata applicazione e valutazione da parte della corte d’appello delle nuove norme del Codice di procedura penale. Al netto dei tecnicismi giuridici, sullo sfondo resta una sentenza destinata a far discutere perché tocca un aspetto delicato come quello della sicurezza dei carabinieri e delle forze dell’ordine impegnati nel pattugliamento delle strade. •

V.MOR.
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