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25.11.2020

«Rabdomanti»
volanti a caccia
dei pozzi del nuovo acquedotto

La delegazione degli amministratori all’incontro con Ato e A2AGli elicotteri «rabdomanti» andranno a caccia dei pozzi a Calvisano
La delegazione degli amministratori all’incontro con Ato e A2AGli elicotteri «rabdomanti» andranno a caccia dei pozzi a Calvisano

Sarà uno strano elicottero quello che presto sorvolerà i cieli della Bassa. Il velivolo sarà attrezzato con sofisticati sensori e fotocamere. E come un «rabdomante» volante andrà a caccia di giacimenti di acqua ad alta qualità. La campagna di ricognizioni aree è promossa da Ato e A2A per esplorare il terreno fino a 200 metri di profondità e acquisire dati geologici per individuare la falda destinata ad alimentare il pozzo al servizio dell’acquedotto di Calvisano. Si, perché la zona individuata inizialmente non è stata ritenuta idonea dall’utility. LE PERFORAZIONI effettuate dai tecnici di A2a negli ultimi mesi hanno consentito di raccogliere campioni fino ad una profondità di 145 metri. Campioni che hanno riscontrato una bassa qualità dell'acqua mettendo in evidenza il supero del valore del manganese. Per la precisione è stata riscontrata una media di 95 μg/l contro un valore massimo di 50 μg/l. Quindi A2a e Comune hanno condiviso l’idea di spostare in un'altra area la sorgente che alimenterà la rete idrica che sarò appunto individuata grazie al monitoraggio aereo. E sempre sul fronte del ciclo c’è un’altra svolta. Il depuratore di Mezzane verrà realizzato a Calvisano: le acque trattate non saranno così smaltite nel Chiese. La scelta è stata ufficializzata nell’incontro tra gli amministratori di Calvisano, il direttore dell’Ato Marco Zemello e due funzionari di A2A. «Grazie al nostro pressing – osserva il consigliere comunale con delega all’Urbanistica Michel Lesioli - abbiamo ottenuto una modifica al progetto che tutela un fiume già stressato dal punto di vista ambientale. L’opera tra l’altro ci consentirà di realizzare un sogno, ovvero una ciclopedonale che unirà Mezzane con Calvisano». Sostenuti dalla Giunta, i residenti della frazione avevano raccolto oltre 1600 firme per chiedere che l’impatto del collettore non ricadesse sul Chiese. Un obiettivo raggiunto grazie a una rete di tre chilometri e 700 metri di tubature sotterranee, che si collegherà al depuratore di Calvisano che sversa in un bacino idrico minore e già monitorato. Ma l’operazione permetterà al Comune di realizzare la ciclovia. Le tubature per la depurazione delle acque verranno posate lungo l'arteria stradale, e non nei campi, e la massicciata che verrà sistemata in superficie farà da piattaforma per l’itinerario ciclabile. In questo modo il fiume Chiese - in attesa delle decisioni sul controverso progetto del collettore del Garda - non dovrà sobbarcarsi un carico extra di scarichi di depurazione. •

Valerio Morabito
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