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20.05.2020

Rispunta il tempio crematorio ed esplode subito la polemica

Il tempio crematorio sarebbe dovuto sorgere nell’area del cimitero
Il tempio crematorio sarebbe dovuto sorgere nell’area del cimitero

L’esito delle prossime elezioni amministrative è incerto, ma una cosa è certa fin da ora: a Quinzano non sorgerà un tempio crematorio. I candidati alla poltrona di sindaco Adriano Perotti e Lorenzo Olivari, a tutto pensano per lo sviluppo futuro del paese fuorché all’opera che aveva fatto naufragare la Giunta uscente. PEROTTI E OLIVARI erano convinti che l’idea di un tempio crematorio fosse morta e sepolta. Invece il progetto è stato rispolverato da Monica Vaccaro, il commissario prefettizio chiamato a traghettare il Comune fino alle urne. «Porto a Monica Vaccaro il massimo rispetto personale ed istituzionale, ma sarebbe auspicabile che lei riservasse pari considerazione alle persone che dovranno amministrare il Comune nei 5 anni successivi alla sua breve permanenza in municipio - puntualizza Olivari -. Nessuno dei due candidati è stato consultato per accertarne la posizione circa il progetto di un tempio crematorio di cui dovranno farsi carico già ad ottobre». SULLA STESSA lunghezza d’onda di Olivari, l’ex assessore al Bilancio Perotti: «Ho sempre rispettato le istituzioni e continuerò a farlo. Premesso questo, non riesco a capire come può il commissario prendere posizione su un tema che sarà materia di referendum. L’idea, non lo chiamo neppure progetto perché il tempio crematorio non è neppure in gestazione, non fa parte del mio programma di governo e non lo faceva neppure nel 2018. Non sono contrario alla cremazione, ma gli impianti devono essere sostenibili dal punto di vista ambientale e compatibili con la volontà delle comunità – precisa Perotti -. E questo progetto non era e non è proponibile e gestibile in un paese come il nostro». Quattro anni fa la Regione ha autorizzato la nascita a Quinzano di un tempio per la cremazione, al servizio delle province di Brescia, Bergamo, Cremona, Mantova. Ma da allora non si è mai arrivati alla scelta dell’operatore privato che avrebbe dovuto costruire e gestire l’impianto, né è mai stata stipulata la convenzione con i Comuni che avevano proposto l’opera. È nato invece nell’autunno scorso il comitato «No forno crematorio», per contrastare la realizzazione di un impianto «che avrebbe ricadute negative sul territorio e gli abitanti». La struttura sarebbe dovuta sorgere all'interno del cimitero, che si trova nel contesto urbano. Il comitato ha subito avviato la raccolta delle firme necessarie per promuovere un referendum. «Adesso guardo con interesse agli sviluppi della consultazione popolare, relativamente al quale è doveroso rispettare la libertà di espressione. E penso che chi di dovere ne terrà conto», conclude Perotti. •

Riccardo Caffi
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