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22.11.2019

Roggia Savarona, il Plis si merita più attenzione

Un tratto del percorso della roggia Savarona
Un tratto del percorso della roggia Savarona

Se si tratterà di una scelta azzeccata oppure no lo diranno solo i risultati; in primo luogo quelli conservazionistici. Nella Bassa c’è infatti stato un passaggio del testimone importante in campo ambientale: per garantire un migliore controllo del territorio, e quindi una più incisiva tutela della fauna e della flora presenti nel Parco locale di interesse sovracomunale (Plis) della roggia Savarona, i Comuni di di Borgo San Giacomo e Quinzano hanno deciso di affidarsi al Parco Oglio Nord. I DUE CONSIGLI comunali e l’ente fluviale hanno approvato la convenzione per la gestione da parte del secondo di alcune attività operative, gestionali e amministrative del Plis della Savarona. In particolare, il Parco Oglio si fa carico della promozione e e della fruizione dell’ambiente della roggia nel rispetto delle proprietà e delle attività antropiche. Ma anche del servizio di vigilanza grazie alle proprie guardie ecologiche volontarie. L’ente maggiore mette poi a disposizione il proprio personale per supportare i Comuni nella gestione del patrimonio arboreo: taglio di alberi, messa a dimora di nuovi esemplari e valorizzazione complessiva delle aree verdi del Plis. Il Parco della Savarona è stato istituito nel 2009 dai due Comuni, e nel novembre dello stesso anno è stato riconosciuto dalla Provincia. Da Borgo San Giacomo fino alla confluenza della roggia nell’Oglio, copre una superficie di 537,78 ettari e ricade per il 72,15% sul territorio gabianese e per il restante 27,85% su quello quinzanese. Per far fronte agli oneri di gestione del Plis derivanti dalla convenzione i due municipi verseranno all’ente maggiore un contributo annuale di 6.000 euro, per il 60% a carico di Borgo San Giacomo e per il rimanente 40% di Quinzano. La convenzione è valida per un periodo di 5 anni e potrà essere prorogata. I Pgt dei paesi fondatori indicano la valle della Savarona come un’area di valore paesaggistico. In questo territorio del Parco è consentita l’attività agricola e gli interventi di manutenzione e recupero degli edifici, ma anche la sistemazione di percorsi pedonali o ciclistici. DAVVERO A dal punto di vista botanico, l’area ospita anche la nidificazione di uccelli scomparsi dalla pianura disboscata, come il picchio rosso maggiore, il torcicollo e il colombaccio. Ma anche la cannaiola verdognola, l’usignolo di fiume, il gheppio, il falco pellegrino e il cormorano. •

R.C.
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